Dentro la Tv: Argentero tra l’action “Motorvalley” e il legal “Avvocato Ligas”

martedì 10 Marzo 2026
Un articolo di: Sergio Perugini

Luca Argentero. Il noto attore torinese, che si muove con successo tra cinema e Tv, nei primi mesi del 2026 è protagonista di due titoli di richiamo che indicano un suo desiderio di percorrere sentieri meno prevedibili o polarizzati nella logica bene-male: la prima è l’action “Motorvalley” dove è Arturo, un ex pilota finito nel dimenticatoio tallonato da debiti e irrisolti; la seconda, “Avvocato Ligas”, legal drama con lampi di umorismo tagliente, nella quale è un avvocato acuto e rampante, un simpatico cialtrone. In entrambe Argentero dà colori a personaggi che altrimenti vestirebbero la scala dei grigi, umanizzandone difetti e accendendo in loro una scintilla di possibilità.

Motorvalley. (L to R) Luca Argentero as Arturo ‘Barnie’ Benini, Giulia Michelini as Elena Dionisi in episode 106 of Motorvalley. Cr. Enrico Bellinghieri/Netflix © 2026

“Motorvalley” (Netflix). “Una storia di sport e riscatto. Un personaggio che parte sconfitto e ha una possibilità di rialzare la testa”. Argentero descrive così il suo ruolo nella serie “Motorvalley”, dal 10 febbraio in piattaforma. Firmata dal produttore-regista Matteo Rovere, la serie conduce nel Campionato italiano di Gran Turismo raccontando una nota scuderia del settore, la Dionisi; la primogenita, Elena (Giulia Michelini), rompe con i familiari e forma un nuovo team, composto per lo più da outsider in cerca di una seconda opportunità. Accanto a lei, infatti, l’ex pilota deragliato Arturo, chiamato a fare da mentore a una giovane pilota, Blu (Caterina Forza), di talento ma anche dalle forti intemperanze, già nota alle forze dell’ordine… Sul tracciato di un film di successo dello stesso Rovere, “Veloce come il vento” (2016), la serie “Motorvalley” mette in scena motori e vite umane spinte al limite lungo il territorio emiliano. Da un lato le corse, la voglia di mangiare strada e bruciare benzina per conquistare il podio, dall’altro un mosaico di umanità “in stallo”, aggrappata alla speranza di potersi riscattare tagliando il traguardo. Arturo, Elena e Blu vivono ai margini, segnati da ferite interiori ed errori; insieme però si aiutano, provano a riparare le rispettive fragilità. Formano una squadra, che prima di trovare la vittoria in pista, la trova nella vita. Buone di certo la dinamica e la traiettoria del racconto, corroborate da regia esperta e validi attori in parte, ma a ben vedere il racconto rischia di sedurre più per l’adrenalina da gara che per l’impianto narrativo, che procede ondivago, sovraccarico e a tratti gratuito. Complessa, problematica.

“Avvocato Ligas” (Sky). È diretta da Fabio Paladini e scritta da Federico Baccomo – dal romanzo di Gianluca Ferraris – la serie “Avvocato Ligas” (dal 6 marzo): nella Milano di oggi Lorenzo Ligas all’improvviso si ritrova senza moglie e studio legale, dopo una sequela di errori; accanto a lui solo una giovane praticante, Marta (Marina Occhionero), che crede nel suo talento. Ligas non si arrende e fa di tutto per riconquistare il titolo di principe del foro… Ligas è un avvocato dalle intuizioni geniali ma dai metodi discutibili. Si sente capace (lo è!) e corre veloce trainato dalla propria ambizione, ma vacilla per una condotta privata fuori controllo. Argentero ha sagomato un eroe sbeccato, un cinico cui attribuisce anche fascino e umanità. La serie funziona di certo per dinamica e ritmo narrativo, con valide regia e scrittura. Solleva qualche perplessità la caratterizzazione del personaggio, in bilico sull’eccesso al punto da essere a volte gratuito e grottesco. Complessa, problematica.

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