Dentro la Tv: Su Prime Video la rom-com “Non è un paese per single”
lunedì 11 Maggio 2026
Un articolo di:
Sergio Perugini
Rom-Com. Ovvero “romantic comedy”. Genere cinematografico e televisivo (ma ancor prima letterario) che capitalizza l’attenzione di un vasto pubblico, intergenerazionale, femminile e maschile, che fa numeri da capogiro. Hollywood ne ha sfornate a ripetizione, sia nella gloriosa stagione “classica” (indimenticabili quelle con Katharine Hepburn, Cary Grant, Shirley MacLaine e Audrey Hepburn) sia dai vibranti anni ’80-’90 in poi. Tra i titoli sempreverdi c’è “Pretty Woman” (1990), seguito da “Insonnia d’amore” (1993), “Dirty Dancing” (1987), “C’è posta per te” (1998) o “Tutto può succedere” (2003). Da non dimenticare, le britanniche “Quattro matrimoni e un funerale” (1994) o “Notting Hill” (1999). Insomma, un genere che mette d’accoro una vasta platea e pertanto fa non poco gola alle fameliche piattaforme sempre a caccia di titoli che fidelizzino abbonati. A maggio 2026 Prime Video scommette su una rom-com che prende le mosse dalla penna di una scrittrice dai numeri record, Felicia Kingsley (vero nome Serena Artioli): è “Non è un paese per single” diretto da Laura Chiossone, una produzione Amazon MGM Studios e Italian International Film della famiglia Lucisano. Protagonisti Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, affiancati da Amanda Campana, Sebastiano Pigazzi e Cecilia Dazzi.
La storia. In un paesino del Chianti tutti sono in cerca dell’amore tranne Elisa, madre single trentenne che trascorre le sue giornate mandando avanti la tenuta Le Giuggiole insieme alla sorella Giada e alla madre Mariana. Quando l’anziano proprietario del terreno muore i due eredi, Michele e Carlo, pensano di vendere la proprietà per farne campi da golf. Trascorrendo però del tempo alla tenuta, i due rimangono colpiti da Elisa e Giada, al punto da mettere in discussione i progetti di vendita…
Pros&Cons. “Le commedie romantiche servono come il pane. Ne abbiamo bisogno tutti, uomini e donne. Ci servono per sognare, non solo l’amore, ma anche e soprattutto una versione migliore di noi stessi. Perché scegliere l’amore giusto ci serve per capirci, per realizzarci, per mettere a fuoco quello che veramente vogliamo dalla nostra vita”. Così la regista Chiossone (“Genitori quasi perfetti”, “Buongiorno, mamma!”), che perimetra “Non è un paese per single” nella commedia sentimentale. Il racconto punta ovviamente su alcuni elementi di richiamo (anche per un pubblico estero): anzitutto la campagna toscana, tra bellezze e tipici sapori, insieme a ferite del cuore e nuove possibilità. Ingredienti spesso utilizzati, anche in chiave stereotipata e patinata. Qui non siamo lontani da tali inciampi: buone, infatti, le intenzioni di costruire una cornice narrativa suggestiva, ma una valida rom-com ha bisogno di una struttura più solida per brillare, e lasciare un segno nel tempo. I classici citati in testa possiedono un indovinato equilibrio di scrittura (che dialoghi!), interpretazioni e ambientazioni convincenti, governati da una regia brillante e solida. In “Non è un paese per single” si scelgono soluzioni facili e un poco “ruffiane”: un film dalle atmosfere “cozy”, confortevoli, che però si accontenta di restare in superficie. Non basta il genere rom-com a fare il successo di un titolo. Consigliabile-complesso, brillante.