Interpreti e ruoli
Massimo Dapporto (Buzz Lightyears), Ilaria Stagni (Jessie), Angelo Maggi (Woody), Katia Follesa (Lilypad), Gianluca Gazzoli (Bullseye ), Federico Basso (Smarty Pants), Luca Laurenti. (Forky), Sal Da Vinci (Pizza cu 'e llente)
Soggetto
Bonnie è una bambina di 8 anni allegra e spensierata che gioca felicemente con i suoi giocattoli, in particolare con la bambola cowgirl Jessie. I genitori, preoccupati che non trovi amici, le comprano il tablet Lilypad. Una “rivoluzione” che rapisce l’attenzione di Bonnie, che abbandona immediatamente tutti gli altri interessi. Jessie e il mondo dei giocattoli della casa, tra cui lo space ranger Buzz Lightyear, entrano in agitazione. È la fine? Saranno destinati allo scatolone in cantina o peggio a essere ceduti? Ma soprattutto si interrogano sul bene di Bonnie, si chiedono se il tablet le poterà dei veri amici o solo abbagli digitali…
Valutazione Pastorale
Un invito, colorato e coinvolgente, a non smarrire fantasia e socialità. A rivolgerlo a bambini e adulti è la Disney-Pixar con l’animazione “Toy Story 5”, in sala dal 18 giugno 2026, nuovo capitolo della fortunata saga dedicata al mondo dei giocattoli lanciata nel 1995. A firmare la regia il Premio Oscar Andrew Stanton e Kenna Harris, tra le voci italiane i veterani Massimo Dapporto, Ilaria Stagni e Luca Laurenti insieme alle new entry Katia Follesa, Sal Da Vinci, Federico Basso e Gianluca Gazzoli; produttori Lindsay Collins e Pete Docter. Un cartoon che mette a tema la perdita del tempo del gioco nei più piccoli attratti da tablet e dispositivi digitali. Un racconto acuto e brillante, che interroga adulti e genitori.
“Abbiamo notato che i giocattoli hanno perso importanza nella vita dei bambini. Avere giocattoli in una stanza senza che i dispositivi elettronici facciano da padrone è ormai quasi impossibile. In che modo questo cambiamento nelle dinamiche influisce sui bambini, e ancor di più sui giocattoli?”. Così i registi Andrew Stanton – Premio Oscar per “Alla ricerca di Nemo” e “WALL•E”, e autore della sceneggiatura di “Toy Story” dal 1995 – insieme a Kenna Harris (tra i suoi lavori “Luca” e “Ciao Alberto”), che tracciano la linea del racconto del nuovo capitolo di “Toy Story”, il quinto. Dal 1995 l’animazione Pixar affronta con trasporto e intelligenza il mondo dell’infanzia, il rapporto con la dimensione del gioco e l’evoluzione della crescita. “Ho sempre pensato che la storia di Toy Story sarebbe continuata – ha aggiunto Stanton – I giocattoli non invecchiano, ma il mondo sì. Non vengono realizzati molti film in cui il tempo è uno degli aspetti più interessanti di una storia sull’infanzia, la genitorialità, il crescere e l’andare avanti. I giocattoli osservano tutto”.
In questo nuovo episodio, che vede come protagonista la bambola Jessie, cowgirl che ha ereditato da Woody la stella da sceriffo della cameretta, la Disney-Pixar esplora il nostro presente, fotografando e allertandoci su un pericoloso sbandamento: sempre più bambini rinunciano anticipatamente al tempo del gioco, ai giocattoli, per concentrarsi su tablet, smartphone e dispositivi digitali. Un’accelerazione precoce, sotto gli occhi involontariamente distratti o poco guardinghi dei genitori, un atteggiamento che rischia però di far appassire fantasia e socialità.
La Disney-Pixar aggiunge, dunque, ancora un tassello al magico e riuscito mondo di “Toy Story”. Dopo aver raccontato in maniera geniale ed esilarante le camerette dei bambini, il regno dei giocattoli e l’universo dei loro sentimenti, di generazione in generazione, ecco che mette a segno una nuova prospettiva, acuta ed educational: l’ingresso della tecnologia e il pericoloso terremoto esistenziale che può innescare.
I genitori della piccola Bonnie, uniformandosi a tanti altri genitori, regalano alla propria bambina un tablet; un regalo che dovrebbe coniugare gioco e utilità, tra apprendimento e facilitazioni nelle connessioni tra pari, ma che invece espone a pericolose derive. Il tempo dedicato al tablet diventa continuativo, al punto che i giochi veri sbiadiscono dall’orizzonte dell’interesse della bambina. A rischio c’è la fantasia dell’infanzia, l’immaginazione, come pure il desiderio di condividere il tempo del gioco. Un tema serio, denso, dalle molteplici implicazioni e punti di vista, che con arguzia però gli autori rendono accessibile e godibile. A salvare Bonnie e a costruire un rapporto sano con il tablet Lilypad (la tecnologia non è da demonizzare, semplicemente da usare con regole e prudenza) sono gli amici di sempre, i suoi giochi, in testa Jessie, Buzz e Woody.
“Toy Story 5” è un cartoon brillante e godibile, che funziona per la caratterizzazione dei personaggi, per le battute frizzanti dai continui rimandi all’universo animato Disney-Pixar, ma anche per la cura formale e le musiche, sempre quelle del premio Oscar Randy Newman (“Randy fa parte di questo viaggio da trent’anni – indica la produttrice Lindsay Collins – La sua musica è parte del DNA di questi film… permette di attingere alla nostalgia e allo stesso tempo di distaccartene per creare qualcosa di nuovo”), cui si aggiunge anche la voce della cantante dei record Taylor Swift con il brano originale “I Knew It, I Knew You”. Un’animazione accurata e raffinata, che sa parlare a testa e cuore di piccoli e grandi, con tutti i colori dell’umorismo gentile. Consigliabile, poetico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.
