In Concorso all'83a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2026)
Interpreti e ruoli
Luca Marinelli (Leo), Alicia Vikander (Anne), Susan Sarandon (Ava May)
Soggetto
In un grande appartamento vive il produttore musicale Leo. Solitario, creativo e fragile, l’uomo è tormentato da un persistente mal di schiena. Ad aiutarlo è Anne, fisioterapista, con cui Leo avvia una relazione che cresce gradualmente. A fargli visita nella casa-studio c’è anche un grande diva della musica, Ava May, che ha accettato di tornare a incidere un album dopo anni di silenzio…
Valutazione Pastorale
“‘The Echo Chamber’ parla delle tracce che le persone lasciano le une nelle altre e del modo in cui le relazioni possono diventare spazi sia di rifugio sia di prigionia”. Così Andrea Pallaoro, regista trentino ma statunitense di adozione (suoi “Hannah” del 2017 e “Monica” del 2022), nel raccontare il suo film in gara all'83ma Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, il primo di cui non firma il copione. La sceneggiatura, infatti, è l’ultima ideata da Bernardo Bertolucci insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Pallaoro gli ha dato forma sul grande schermo, scegliendo come interpreti Luca Marinelli, Alicia Vikander e la Premio Oscar Susan Sarandon. Produce Indigo Film e Rai Cinema, in sala dal 10 settembre 2026.
La storia. In un grande appartamento vive il produttore musicale Leo. Solitario, creativo e fragile, l’uomo è tormentato da un persistente mal di schiena. Ad aiutarlo è Anne, fisioterapista, con cui Leo avvia una relazione che cresce gradualmente. A fargli visita nella casa-studio c’è anche un grande diva della musica, Ava May, che ha accettato di tornare a incidere un album dopo anni di silenzio…
Pallaoro dirige in un ambiente unico, un appartamento-loft lussuoso, dove si alternano momenti di creatività a pagine di intimità, di sentimento. Quadri visivi densi di umanità, in cui trovano posto desiderio, paure, fragilità, tormenti, solitudine e fame di vita. I sentimenti e le emozioni che sperimenta Leo si fondono e confondono con quelli delle due donne. Pallaoro esplora i territori dell’anima dei protagonisti, tra slanci di vita e angosce vertiginose.
“The Echo Chamber” colpisce per la qualità delle interpretazioni, tre attori di talento e generosità in scena, e per la cura formale dell’autore, estetica che però diventa anche il limite stesso del film: il regista, infatti, sembra concentrarsi più sui quadri visivi che sulla compattezza e traiettoria del racconto. Complesso, problematico, per dibattiti.
Utilizzazione
Per i temi in campo il film richiede un pubblico adulto.
