Giovannino Guareschi. Non muoio neanche se mi ammazzano

Valutazione
Consigliabile, Semplice, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Carcere, Cinema nel cinema, Dialogo, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Letteratura, Solidarietà, Teatro
Genere
Drammatico, Storico
Regia
Andrea Porporati
Durata
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Giovannino Guareschi. Non muoio neanche se mi ammazzano
Distribuzione
Rai - RaiPlay
Soggetto e Sceneggiatura
Dal romanzo "Chi sogna i nuovi gerani" di Alberto e Carlotta Guareschi (edito Rizzoli), sceneggiatura di Andrea Porporati
Fotografia
Marcello Montarsi C.C.S.
Musiche
Francesco Cerasi, Edizioni Curci
Montaggio
Marco Spoletini A.M.C.
Produzione
Elisa Battisti, Lorenzo Taboga, Lorenza Bizzarri, Andrea Ozza, Gloria Giorgianni. Casa di produzione: Anele, Rai Fiction

Film Tv disponibile sulla piattaforma RaiPlay

Interpreti e ruoli

Giuseppe Zeno (Giovannino Guareschi ), Benedetta Cimatti (Ennia Guareschi), Andrea Gherpelli (Otello Montanari), Rita Bosello (Lina Guareschi), Andrea Roncato (Primo Augusto Guareschi), Maurizio Donadoni (Angelo Rizzoli), Alessandro Bianchi (Sacerdote), Claude William Jan (Julien Duvivier)

Soggetto

Parma, 1954. Giovannino Guareschi entra in carcere con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Alcide De Gasperi. Dalla cella riavvolge il filo dei ricordi, a partire dall’immediato Secondo dopoguerra, momento del rientro dal campo di concentramento in Germania. Un periodo in cui Guareschi inizia a scrivere le vicende di don Camillo e del sindaco comunista Peppone…

Valutazione Pastorale

Nell’esercitare la sua mission di Servizio pubblico la Rai ha dedicato parte della sua linea editoriale alla custodia della memoria del Paese e al racconto delle biografie di chi ha contribuito al suo sviluppo culturale, sociale, educativo e religioso. Tra i numerosi ritratti composti da Rai Fiction, tra film Tv e miniserie, si ricordano: “Padre Pio. Tra cielo e terra” (2000), “Perlasca. Un eroe italiano” (2002), “De Gasperi. L’uomo della speranza” (2005), “Gino Bartali. L’intramontabile” (2006), “Volare. La grande storia di Domenico Modugno” (2013) e “Luisa Spagnoli” (2016). Ora la Rai ha deciso di ricordare lo scrittore, giornalista e disegnatore Giovannino Guareschi, a poco più di cinquant’anni dalla sua scomparsa, per tutti il papà letterario di don Cammillo e Peppone, narratore della Bassa Padana nel suo ciclo “Mondo piccolo”. In onda su Rai Uno il 20 settembre 2026 e subito su Rai Play “Giovannino Guareschi. Non muoio neanche se mi ammazzano”, un film Tv scritto e diretto da Andrea Porporati, prodotto da Anele e Rai Fiction. Con Giuseppe Zeno, Benedetta Cimatti, Maurizio Donadoni e Andrea Roncato.
La storia. Parma, 1954. Giovannino Guareschi entra in carcere con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Alcide De Gasperi. Dalla cella riavvolge il filo dei ricordi, a partire dall’immediato Secondo dopoguerra, momento del rientro dal campo di concentramento in Germania. Un periodo in cui Guareschi inizia a scrivere le vicende di don Camillo e del sindaco comunista Peppone…
“È uno degli autori italiani più letti al mondo (…). Come trovare una chiave per raccontare, nel tempo limitato di un film, una vita ed una persona così complessa?”. Così Andrea Porporati (suoi “La classe degli asini” e “Il capitano Maria”) presentando il film Tv dedicato a Guareschi. “Ho scelto – ha sottolineato – di usare lo stesso immaginario guareschiano come guida (…) una voce narrante ‘bipolare’, di Peppone e don Camillo, che guarda alla vita di Giovannino, come la avrebbero vista i due protagonisti della sua narrazione. In modo opposto quasi sempre, da destra e da sinistra, da nord e da sud, per trovare attraverso le contraddizioni una sintesi, il più delle volte, sorridente”.
Il film Tv è un ritratto dolce e un po’ didascalico del genio letterario e del temperamento grintoso di Guareschi, attento a cogliere le sfumature del mondo intorno a lui con umorismo acuto e ironico. Un ritratto di uomo libero, dai solidi valori cattolici, pronto a sottrarsi a incasellamenti tra destra, sinistra o persino centro. Giuseppe Zeno ha restituito con la giusta fisicità e valido approfondimento caratteriale la complessità di Guareschi. Porporati sceglie una finestra temporale precisa, il decennio 1945-54, momento della creazione letteraria più feconda e al contempo della presa di posizione pubblica che gli costò una detenzione di 409 giorni. Nell’insieme, un racconto descrittivo e lineare, un ritratto rispettoso ma senza troppi lampi di originalità. Consigliabile, semplice, per dibattiti.

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