Non è un addio. Luca Argentero ha fatto capire, senza troppi misteri, che è favorevole a continuare a vestire i panni del dottor Andrea Fanti. Stiamo parlando del protagonista della serie “Doc. Nelle tue mani”, medical drama targato Lux Vide – gruppo Fremantle e Rai Fiction, tra i più granitici successi del servizio pubblico dal 2020. Tre stagioni all’attivo e una quarta ai blocchi di partenza, su Rai Uno e Rai Play dal 1° ottobre 2026, per 8 prime serate (16 episodi). A dirigerla Nicola Abbatangelo e Alessandro Tonda. Protagonisti, con Argentero, Matilde Gioli, Marco Rossetti, Pierpaolo Spollon e Giovanni Scifoni. New entry Cristina Marino, Gabriele Falsetta e Alessandro Pivani. Dopo aver raccontato con efficacia difficoltà e traumi del lavoro in reparto durante il Covid, ora la serie “Doc” punta ad allargare lo sguardo su affanni e fragilità del Servizio sanitario nazionale, tra scarse risorse e pressioni per tagliare costi, dunque una scure sulle visite ed esami specialistici. Firmano la sceneggiatura Francesco Arlanch e Viola Rispoli.

La storia. Milano, oggi. Dopo un lungo periodo di assenza, per stare vicino alla moglie Agnese nella malattia terminale, Andrea Fanti fa ritorno al Policlinico Ambrosiano. Lì c’è un nuovo primario di Medicina interna, il suo braccio destro Giulia Giordano, che ha introdotto non pochi cambiamenti per evitare la chiusura del reparto: taglio al numero di specializzandi, ai letti e visite più rapide. Per Fanti è difficile accettare queste regole calate dall’alto, in maniera così asettica. A complicare il tutto, l’improvvisa morte di un suo amico-collega ricoverato, un decesso che fa pensare però a un omicidio…

Pros. & Cons. “Una donna a capo di un reparto di Medicina interna in un momento storico di difficoltà, tra ristrettezze e tagli”. Così Matilde Gioli, nel descrivere la crescita del suo personaggio, la dottoressa Giordano. “Vive questa promozione – seguita – con responsabilità ma anche solitudine. Cerca di tenere in piedi come può il suo reparto, ma inevitabilmente attira su di sé nervosismo e tensioni”. Questa linea del racconto e in generale il focus sulle difficoltà economiche della sanità pubblica sono di certo un tratto molto interessante della nuova serie di “Doc”. A giudicare dai primi episodi visionati in anteprima, il racconto parte con passo deciso, giusto, dosando abilmente macro-temi di respiro sociale con lo specifico di casi clinici o le vite personali dei personaggi in campo, stretti in situazioni sfidanti o di affanno. Non solo dramma, ma una molteplicità di sottogeneri: comedy, romance, family drama, ecc. Insomma, una collaudata formula del successo del medical drama, dall’ormai classico “E.R.” (1994-2009) a “The Pitt” (dal 2025). La quarta stagione di “Doc” cadenza tutte queste sfumature in maniera bilanciata, con ritmo e dinamica. Punto di forza i personaggi, ben sfaccettati, che evolvono assumendo anche chiaroscuri non scontati. Centrale resta di certo Andrea Fanti – “Doc” è lui, c’è poco da dire – interpretato con trasporto e mestiere da Argentero, che restituisce un’immagine di professionista e uomo imperfetta sì, ma anche luminosa ed edificante: un medico che mette davanti a sé, a tutto, il bene del paziente, cui si rivolge con ascolto e rispetto. Bentornato Doc! Consigliabile, problematico-realistica, per dibattiti.