NAZA

Valutazione
Complesso, Realistico, Adatto per dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Cronaca, Guerra, Media, Morte, Politica, Politica-Società, Storia
Genere
Documentario, Drammatico, Inchiesta
Regia
Rachel Szor, Yuval Abraham
Durata
80'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Regno Unito
Titolo Originale
NAZA
Distribuzione
I wonder pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Yuval Abraham, Rachel Szor
Fotografia
Anonimo, Rachel Szor
Montaggio
Yuval Abraham, Rachel Szor, Harry Davies
Produzione
Harry Davis, James Wilson, Lindsay Poulton, Jonathan Glazer. Casa di produzione: The Guardian, JW Films

In Concorso all'83a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2026), Premio speciale della Giuria

Soggetto

Tel Aviv oggi, notte. I due registi Yuval Abraham e Rachel Szor posizionano la loro macchina da presa sul tetto di un palazzo. Si susseguono interviste a militari ed esponenti dei servizi segreti israeliani. Li interrogano sul conflitto in corso a Gaza, indagando modalità e pianificazione degli attacchi diretti a colpire i membri di Hamas. I civili sono “vittime collaterali” per loro tollerabili, sacrificabili…

Valutazione Pastorale

“Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. (…) Ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro?”. Sono le parole, dirette e inequivocabili, dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor, Premi Oscar nel 2026 con “No Other Land”, nel presentare il loro nuovo film “NAZA”, doc d'inchiesta prodotto dal “The Guardian” e dal Premio Oscar Jonathan Glazer (“La zona di interesse”). In concorso all’83a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2026), il film ha vinto il Premio speciale della Giuria.
La storia. Tel Aviv oggi, notte. I due registi Yuval Abraham e Rachel Szor posizionano la loro macchina da presa sul tetto di un palazzo. Si susseguono interviste a militari ed esponenti dei servizi segreti israeliani. Li interrogano sul conflitto in corso a Gaza, indagando modalità e pianificazione degli attacchi diretti a colpire i membri di Hamas. I civili sono “vittime collaterali” per loro tollerabili, sacrificabili…
Il film è un secco sguardo sulle vittime innocenti nel conflitto israelo-palestinese, in particolare prende posizione contro i servizi militari israeliani per le uccisioni compiute sui civili a Gaza, i cosiddetti “Naza”, i “danni collaterali” contemplati nella lotta contro Hamas. Un doc che corre sul binario del film di inchiesta, di respiro giornalistico, che fa emergere contraddizioni e assurdità di un conflitto senza tregua e senza pietà, da entrambi i fronti. In particolare, da israeliani, i due autori puntano il dito contro il proprio governo per la pianificata fredda e tragica logica dell’orrore.
A livello stilistico, i due autori insistono con lunge sequenze, silenziose, in cui osservano, dall’alto di un edificio la quotidianità che scorre placida nei palazzi di Tel Aviv, generando così un cortocircuito visivo-emotivo a livello spettatoriale quando vengono inquadrate le macerie di Gaza, là dove non ci sono più né palazzi né vite. “Nel parlare del suo film ‘La zona d’interesse’, Jonathan Glazer, il nostro produttore esecutivo – hanno sottolineato i due autori – ha spiegato il suo pensiero sull’etica della rappresentazione affermando che le vittime possono anche essere fuori campo nel suo film, ma non sono ‘mai fuori dalla mente’. Siamo stati influenzati da questa idea durante la realizzazione di ‘NAZA’ e lo sviluppo del suo linguaggio visivo. Il film guarda al lato israeliano, alle case israeliane, alle azioni israeliane, ma non perde mai di vista la sua ragion d’essere: il massacro a Gaza e ciò che lo rende possibile”.
La forza di “NAZA” è nell’urgenza del tema e della denuncia, che diventa dominante rispetto a qualsiasi dimensione visivo-estetica. Insomma, un film che inchioda per i contenuti e che ha come obiettivo quello di porre domande e suscitare riflessioni su una tragedia del nostro tempo. Complesso, realistico, per dibattiti.

Utilizzazione

Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito. Data la delicatezza e la complessità del tema, per gli adolescenti è opportuna la presenza di adulti o educatori.

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