Dentro la Tv: Rai, il film Tv “Sul cammino di Francesco. La vita di Biagio Conte”

martedì 13 Ottobre 2026
Un articolo di: Sergio Perugini

Voce agli ultimi. Quell’umanità ferita e “prigioniera” della strada, il popolo dei senzatetto che affolla le città sbiadendo nell’invisibilità agli occhi dei più. Di loro si sono occupati spesso cinema e Tv. Due titoli in evidenza nella stagione 2026-27. Su TV2000 il documentario “L’ottavo giorno” di Sabrina Varani, scritto da Gianni Vukaj e Beatrice Bernacchi, il racconto dell’ultimo anno giubilare attraverso le storie dei senzatetto che stazionano lungo il colonnato di San Pietro. Il film mostra esistenze deragliate che possono però sperare ancora in un riscatto, un documentario sociale importante, gestito con gentilezza. È andato in onda con successo l’11 ottobre su Rai Uno (con oltre 2.5 milioni di spettatori e il 17.6% di share) il film Tv “Sul cammino di Francesco. La vita di Biagio Conte” di Costanza Quatriglio, scritto dalla regista con Stefano Rulli, il racconto biografico di fratel Biagio Conte, che si è spogliato dei suoi averi come san Francesco e ha dedicato la sua vita ai poveri, ai senzatetto di Palermo, fondando la Missione di Speranza e Carità. Protagonista Alessio Vassallo, nel cast anche Donatella Finocchiaro, Antonio Catania, Alessandra Fazzino Giuseppe Spata, Claudia Gusmano ed Enrico Roccaforte.

La storia. Palermo 1990, Biagio è un giovane uomo che conduce un’esistenza tranquilla. All’improvviso lascia casa, senza dir nulla ai genitori, e si mette in cammino arrivando in pellegrinaggio ad Assisi. Un anno dopo ricompare nella sua città natale, intenzionato a non riprendere la sua vita di prima, ma a dedicarsi agli invisibili, al popolo dei senzatetto sotto i portici della stazione…

Pros. & Cons. “Biagio Conte rappresenta lo scandalo della purezza del bene, con quei suoi occhi limpidi che paiono in dialogo con l’invisibile”. Così Costanza Quatriglio introduce il suo film Tv. “Il racconto della scelta di un’esistenza appassionata e radicale – ha indicato –, legata a una profondissima fede, mi ha imposto di trovare, prima di tutto in scrittura, le chiavi d’accesso da proporre al pubblico. Il giovane Biagio è figlio della Palermo dei primi anni Novanta, nella quale la bellezza antica e ferita del paesaggio urbano si rispecchia nel destino di tante persone che vivono in condizioni di miseria”. Punto di forza di questo racconto biografico di matrice sociale e religiosa è di certo la vita straordinaria di fratel Biagio, ultimo accanto agli ultimi, sull’esempio di Gesù e Francesco d’Assisi, figura resa con intensità dall’ottimo Vassallo e dalla regia essenziale della Quatriglio. La narrazione si avvia nel momento del cambio di vita di Biagio, quando rinuncia a se stesso e abbracciando la strada, proseguendo su un binario lineare e tradizionale, senza particolari sussulti di originalità; la Quatriglio preferisce agire in sottrazione, lasciando parlare la storia di fratel Biagio. Lui è il protagonista, il suo sogno di carità. Un’opera che si apprezza proprio per il genuino desiderio di testimonianza, per il racconto di un moderno san Francesco che con mitezza e tenacia ha contribuito al cambiamento del tessuto sociale, comunitario, di Palermo. Consigliabile, realistico, per dibattiti.

L’ottavo giorno

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