The Alto Knights. I due volti del crimine

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Denaro, Droga, Emigrazione, Gangster, Giustizia, Mafia, Matrimonio - coppia, Politica-Società, Potere, Storia
Genere
Biografico, Storico/Drammatico
Regia
Barry Levinson
Durata
123'
Anno di uscita
2025
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Alto Knights
Distribuzione
Warner Bros Pictures
Fotografia
Dante Spinotti
Musiche
David Flaming
Montaggio
Douglas Crise
Produzione
Irwin Winkler, Berry Levinson, Jason Sosnoff, Charles Winkler, David Winkler. Casa di produzione: Warner Bros.

Interpreti e ruoli

Robert De Niro (Vito Genovese, Frank Costello), Debra Messing (Bobbie Costello), Kathrine Narducci (Anna Genovese), Cosmo Jarvis (Vincent Gigante), Michael Adler (Senatore Tobey), Ed Amatrudo (Rudolph Alley), Anthony J. Gallo (Tommy Lucchese), Wallace Langham (Senatore Kefauver), Louis Mustillo (Joe Bonanno)

Soggetto

New York, anni ’50. Vito Genovese e Frank Costello sono due boss della malavita italoamericana. Cresciuti insieme, sono sempre stati grandi amici. Finché Vincent Gigante, su incarico di Genovese, spara a Costello. Incredibilmente l’uomo si salva e decide di ritirarsi a vita privata lasciando il comando della “famiglia” a Genovese.

Valutazione Pastorale

l regista, sceneggiatore e attore Barry Levinson, classe 1942 (Oscar e Orso d’oro per “Rain Man” nel 1989, nel quale si è ritagliato anche un cameo, interpretando il dr. Marston), torna nelle sale a dieci anni dal suo ultimo film “Rock the Kasbah” – non propriamente un successo al botteghino – con un classico mafia-movie, genere visitato da colleghi del calibro di Brian De Palma, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese. Ispirato a personaggi reali, il film racconta fatti e misfatti di due importanti mafiosi italoamericani nella New York degli anni ’50: Vito Genovese a Frank Costello.
La storia. New York, anni ’50. Genovese e Costello sono cresciuti insieme e insieme sono entrati nella “famiglia” mafiosa. Grandi amici, i due, in verità, non potrebbero essere più diversi. Tanto borioso, impulsivo e permaloso il primo, quanto il secondo è riflessivo, attento a tenere un basso profilo e a costruire legami (leggi mazzette) piuttosto che a sparare. Quando Vincent Gigante, su incarico di Genovese, spara a Frank tutto cambia: incredibilmente l’uomo si salva e decide di ritirarsi a vita privata lasciando il comando della “famiglia” a Vito. Per il passaggio di consegna ufficiale organizza un grande raduno di capi e sottocapi, in una tenuta di campagna lontana da sguardi indiscreti. Inspiegabilmente però la polizia riesce ad intercettare i boss sulla strada del ritorno: nella rete cadono molti pesci…
Levinson dirige con mano sicura un buon film di genere che ha molte frecce nel suo arco. La sceneggiatura, in primis, con i suoi dialoghi asciutti, essenziali, nei quali conta più il non detto, l’espressione del viso, le pause. Da evidenziare, in particolare, l’efficacia delle sequenze durante gli interrogatori, con dialoghi acuti e serrati. Sono da rilevare, infine, il montaggio, che alterna, inserendole perfettamente nel conteso, filmati di repertorio e foto d’epoca, e, naturalmente, l’interpretazione del Premio Oscar Robert De Niro, che si sdoppia per i due protagonisti, Frank Costello e Vito Genovese, cesellandoli in una performance davvero notevole. Ottimo nell’insieme il cast: Kathrine Narducci (vista in “The Irishman” di Martin Scorsese, sempre sulla mafia), Cosmo Jarvis e Debra Messing (“Will & Grace”). Film complesso, problematico, adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Programmazione ordinaria. In presenza di adolescenti è bene prevedere adulti-educatori che aiutino a contestualizzare le vicende narrate.

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