Dentro la Tv: “I sette quadranti di Agatha Christie”, omaggio alla regina del giallo
lunedì 19 Gennaio 2026
Un articolo di:
Sergio Perugini
Agatha Christie. Cinquant’anni fa, il 12 gennaio 1976, moriva Agatha Christie, prolifica e geniale scrittrice nonché drammaturga che ha segnato la cultura britannica e internazionale tra XX e XXI secolo. Una produzione letteraria che conta oltre una sessantina di romanzi gialli, senza dimenticare i cicli investigativi dedicati ai brillanti Hercule Poirot e Miss Marple Non solo però bestseller o pièce teatrali, dalle sue opere sono stati tratti anche numerosi adattamenti di successo tra cinema e Tv. Tra i più celebri “Assassinio sull’Orient Express” nella versione del 1974 di Sidney Lumet, con Albert Finney, Sean Connery e Ingrid Bergman, come pure quella del 2017 di e con Kenneth Branagh, affiancato da Olivia Colman e Judi Dench. Ancora, il cult “Dieci piccoli indiani” nelle versioni del 1945 di René Clair, del 1965 di George Pollock e “Invito a cena con delitto” del 1976 di Robert Moore con Peter Falk, David Niven e Maggie Smith. Al suo stile si ispirano, poi, molti registi odierni come lo statunitense Rian Johnson per il ciclo “Knives Out” (2019-25, Netflix). Nell’anno dell’anniversario della morte, tra i primi renderle omaggio è Netflix con “I sette quadranti di Agatha Christie” (3 episodi da ’50 minuti, dal 15 gennaio 2026), miniserie diretta da Chris Sweeney, dall’omonimo romanzo del 1929. Protagonisti Mia McKenna-Bruce, Martin Freeman, Helena Bonham Carter e Corey Mylchreest.
La storia. Inghilterra 1925, al termine di un party in una residenza di campagna, viene trovato morto uno dei partecipanti, Gerry Wade. Lady Eileen Brent detta Bundle, che per il giovane aveva una simpatia, inizia a raccogliere indizi che la spingono a dubitare sulle cause accidentali della morte…
Pros&Cons. Uno dei romanzi apparentemente “meno fortunati” di Agatha Christie trova nuovo smalto grazie alla miniserie Netflix ideata e scritta da Chris Chibnall, autore di una delle serie poliziesche inglesi più rilevanti dell’ultimo decennio: “Broadchurch” (2013-17). “I sette quadranti di Agatha Christie” ci porta nell’Inghilterra degli anni ’20, la stessa di “Downton Abbey”, al seguito di un’aristocratica, lady Bundle, che come Hercule Poirot e Miss Marple, ma più giovane, grintosa e dai riverberi contemporanei, punta alla verità dei fatti. Un racconto elegante e sofisticato, che brilla non solo per la formula del giallo, ma anche per la suggestiva messa in scena e cura formale tipicamente britannica (costumi e scenografie in testa). A questo si aggiunge un personaggio femminile che imprime forza e attualità al racconto: a interpretare Lady Bundle è Mia McKenna-Bruce, vista al 76° Festival di Cannes nel film-denuncia “How to Have Sex” (2023). Nell’insieme, la miniserie è una buona proposta per (ri)scoprire il genio della Christie, un racconto che si muove nel rispetto della vis dell’opera originaria e al contempo beneficia di un habitus stilistico-narrativo figlio della contemporaneità. Consigliabile, problematico-brillante, per dibattiti.