Curiosa coincidenza l’uscita di due serie Tv a inizio 2026 che affrontano il mondo della scuola e dell’educazione attraverso le vicende di due dirigenti scolastiche messe alla prova da burocrazia, difficoltà sociali e desiderio di riscatto.

“La Preside”. In anteprima alla 20ª Festa del Cinema di Roma – Alice nella Città, “La Preside” segna il ritorno grintoso di Luisa Ranieri su Rai Uno, che mette in pausa il vicequestore Lolita Lobosco per raccontare la storia vera di Eugenia Carfora, dirigente che ha risollevato le sorti di un istituto di Caivano riportando in classe i ragazzi dispersi e contribuendo a riaccendere il sogno di legalità e cambiamento nel territorio. Diretta da Luca Miniero, la miniserie è prodotta da Luca Zingaretti e Angelo Barbagallo insieme a Rai Fiction e Netflix. La storia. Napoli, Eugenia Liguori, quarantasettenne sposata e con due figli, è al primo incarico come preside. Nell’assegnazione degli istituti nessuno dei colleghi vuole il professionale Anna Maria Ortese di Caivano, ma lei decide di accettare la sfida: è convinta delle sue capacità e della sua determinazione; si deve però scontrare con un istituto disagiato, dove scarseggiano banchi e sedie, ma soprattutto dove nel cortile c’è una pizza di spaccio. “Sono (…) i ragazzi il carburante che alimenta la preside nonostante le numerosissime difficoltà; i giovani sono il futuro, ed ogni minuto perso è un ragazzo in meno sui banchi di scuola. Se lo ripete come un mantra la protagonista”. Così il regista Miniero (“Benvenuti al Sud”, “Le indagini di Lolita Lobosco”), che tratteggia la linea del racconto, una miniserie di respiro sociale-educativo giocata sul carisma di una preside che si batte senza sosta contro ogni ostacolo, portando avanti la sua battaglia culturale, di legalità. La scuola e i ragazzi sono il primo passo per far ripartire un territorio bloccato, che ha abdicato alla speranza, riaccendendo la scintilla di futuro e di cambiamento. Un tratto che la accomuna la serie a “Noi del rione Sanità” (2025, RaiPlay), alla storia esemplare di don Antonio Loffredo, sempre diretta da Miniero. La Ranieri anima una figura eroica “imperfetta”, granitica ma profondamente umana, sospinta da un ideale educativo alto che non la fa vacillare davanti a problemi professionali e familiari. Una serie di stringente attualità, che rimarca il valore dell’educazione e della cultura per riattivare territori e comunità feriti, ma non vinte. Consigliabile, problematica, per dibattiti.

“A testa alta. Il coraggio di una donna”. Su Canale 5 la miniserie “A testa alta. Il coraggio di una donna”, regia di Giacomo Martelli (“Blanca”, “Hotel Costiera”), con Sabrina Ferilli nel ruolo di una preside risoluta e battagliera, che finisce al centro di uno scandalo-ricatto che ne mina reputazione e carriera. Un giallo-investigativo con sfumature mélo che mette a tema il digitale e i rischi di smarrimento a ogni età. La serie offre alla Ferilli ancora una volta un personaggio che si distingue per valori sociali e ricerca della giustizia, una figura femminile tenace e combattente. Consigliabile-complessa, problematica, per dibattiti.