Dentro la Tv: Netflix “What Next?” e il film “Il falsario”
lunedì 26 Gennaio 2026
Un articolo di:
Sergio Perugini
“What Next?”. Prosegue il radicamento di Netflix nel nostro Paese. A poco più di dieci anni dalla sua presenza in Italia, il colosso streaming ha ampliato la sua rete di coproduzione locale. All’evento “What Next?” ha presentato i suoi titoli forti per il 2026. Quattro novità film “original”: “Senza volto”, action di Fabio Guaglione con Edoardo Leo e sua figlia Anita Leo; “Non abbiam bisogno di parole”, dramedy di Luca Ribuoli con Sarah Toscano e Serena Rossi, remake de “La famiglia Belier”; “Campioni”, commedia sociale tra sport e disabilità diretta da Jacopo Bonvicini con Alessandro Gassmann dall’omonimo film spagnolo; e “Noi un po’ meglio”, commedia di Daniele Luchetti con Maria Chiara Giannetta ed Elio Germano. Fronte serie Tv, è in arrivo “Nemesi”, legal thriller diretto da Piero Messina con Pierfrancesco Favino. Già da inizio febbraio è attesa la miniserie “Motorvalley” con Luca Argentero, diretta e prodotta da Matteo Rovere. In primavera torna poi la serie animata di Zerocalcare “Due spicci” che mette a tema l’amicizia, mentre si torna a parlare di legami con la seconda stagione di “Storia della mia famiglia” Vanessa Scalera e la new entry Sergio Castellitto.
Talent attending the Family Photo ahead of Netflix What Next 2026 in Rome, Italy
“Il falsario”. Tra le prime novità c’è anche il film “Il falsario”, presentato in anteprima alla 20a Festa del Cinema di Roma. Liberamente ispirato alla figura del pittore Toni della Duchessa, il film diretto da Stefano Lodovichi (“Il cacciatore”, “Christian”) rilegge la storia politico-sociale del nostro Paese, tra corruzione, malaffare e terrorismo. Protagonista Pietro Castellitto con Giulia Michelini, Andrea Arcangeli e Pierluigi Gigante; una produzione Cattleya e Netflix. La storia. Roma 1976, Toni è un aspirante artista che arriva nella Capitale con due amici, il giovane presbitero Vittorio e il rivoluzionario Fabione. Il talento di Toni viene rapidamente notato dalla gallerista Donata che gli commissiona dei falsi. Il suo nome inizia a circolare nell’ambiente romano, aprendogli le porte di salotti bene ma anche di corruzione e malavita…
“Il falsario” è un racconto che si muove in maniera ondivaga tra realtà e finzione. Tra le ascisse e ordinate della Storia, il film si prende delle licenze “giocose” per esplorare pagine complesse e dolorose del nostro Paese, sino al dramma dell’uccisione dell’on. Aldo Moro. La dinamica di racconto – il copione è di Sandro Petraglia – è agile e coinvolgente, ben supportata da un valido cast che si mette a servizio della storia; a funzionare è soprattutto Castellitto, che con la sua recitazione semi-seria tiene in piedi il doppio binario di genere, tra comedia e crime. Il racconto è acuto, brillante ma anche marcato da non poca furbizia (si veda lo sguardo sul clero come carrierista). Il film approfondisce il percorso di crescita e affermazione di Toni, affamato di vita e pronto ad abdicare a valori e moralità pur di ottenere tutto; una vertigine d’ambizione che inghiottisce tutti i personaggi. Un’opera che con ironia amara si tuffa nelle pagine buie del nostro passato, senza spiragli di salvezza o redenzione. Complesso, problematico-brillante.