Dentro la Tv: Su Netflix “Bridgerton 4”, collaudato period targato Shonda Rhimes
martedì 10 Febbraio 2026
Un articolo di:
Sergio Perugini
Regency. È nell’Inghilterra di inizio XIX secolo, che passa sotto il nome di epoca Regency o “Età della Reggenza”, che sono ambientati molti dei period drama più popolari tra cinema e serie Tv, storie di famiglie nobili ma anche dei loro maggiordomi e cameriere. Tra i punti di riferimento c’è il patrimonio letterario di Jane Austen – i suoi romanzi sono usciti in epoca Regency, da “Ragione e sentimento” (1811) e “Orgoglio e pregiudizio” (1813) fino a “Persuasione” (1818) – scrittrice considerata una fine e acuta interprete di dinamiche sociali, familiari e sentimentali del tempo, con uno sguardo in particolare alla condizione della donna. E non pochi sono gli omaggi alla Austen in occasione dei 250 anni dalla sua nascita a fine 2025. Tra questi la seguitissima serie Netflix “Bridgerton” ideata da Chris Van Dusen e prodotta da Shonda Rhimes (sue “Grey’s Anatomy” e “Le regole del delitto perfetto”), che prende le mosse dai romanzi di Julia Quinn (Mondadori). Racconti di amori, corteggiamenti, dissesti economici e desideri di indipendenza, tra ricevimenti, balli, suggestive abitazioni e costumi da favola. A partire dall’esordio nel 2020, la serie è diventata in poco tempo uno dei titoli di maggiore popolarità sulla piattaforma. Dal 29 gennaio 2026 sono disponibili i primi episodi della quarta stagione.
La storia. Londra, dopo il matrimonio dei primi figli, Lady Violet Bridgerton desidera che il secondogenito Benedict metta finalmente la testa a posto. Lascivo e bohémien, Benedict non cerca però legami stabili. Durante un ballo nota una giovane dama dal volto celato da una maschera d’argento e ne rimane incantato. La ragazza è Sophie Beckett, non una nobile bensì una cameriera di una nota famiglia londinese.
Pros&Cons. La quarta stagione di “Bridgerton” conferma tutte le potenzialità e pregi (nonché debolezze) della serie Tv tra le più seguite di Netflix, che affascina per messa in scena accurata, per i costumi ricercati dai colori sgargianti, ma soprattutto per le storie sentimentali trascinanti, proposte tra ostacoli sociali e intrighi di palazzo. Una formula collaudata, che sbanda sempre un po’ per eccessi da politicamente corretto o per una stonata carica di “erotizzazione” che stride con le atmosfere alla Austen. Protagonisti di questa stagione l’aristocratico Benedict (Luke Thompson) e la cameriera Sophie (Yerin Ha), che si muovono su un tracciato narrativo che ricorda chiaramente la fiaba popolare “Cenerentola”. Tra i temi in campo, dunque, la disparità di classe, che condiziona e limita la libertà d’amare. Nell’insieme “Bridgerton” è un atipico e innovativo period drama calato nella Londra di inizio XIX secolo, che corre veloce su un binario rodato, brillante e avvincente, dalla confezione formale accurata e dalla narrazione godibile (con le dovute riserve per alcune furbizie e gratuità narrative); perno del racconto le sfumature del sentimento, il ruolo della donna e il desiderio di riscatto sociale. Serie consigliabile, problematica.