Dentro la Tv: Su Netflix la miniserie australiana “La mia brillante carriera”
lunedì 31 Agosto 2026
Un articolo di:
Sergio Perugini
Austen & Co. Con i suoi personaggi femminili accesi di indipendenza e modernità, in cerca sì dell’amore ma soprattutto della propria voce nella società, Jane Austen ha rotto gli schemi letterari e sociali dell’Inghilterra del XIX secolo, proponendo un modello narrativo – in testa Elizabeth Bennet da “Orgoglio e pregiudizio” (1813) – cui si ispira ancora oggi non solo il mondo della letteratura, ma anche cinema e serialità Tv. Come lei anche la britannica Charlotte Brontë (l’eroina indipendente Jane Eyre, dall’omonimo romanzo del “1847”) e la statunitense Louisa May Alcott (con la sua grintosa aspirante scrittrice Jo March, dal ciclo “Piccole donne” del 1868). In chiusura di secolo anche l’australiana Miles Franklin, in marcia sullo stesso sentiero narrativo disegnando un trascinante personaggio di rottura, Sybylla Melvyn, mossa da desiderio di indipendenza e autorealizzazione. Il romanzo è “La mia brillante carriera” (1901), portato sullo schermo nel 1979 da Gillian Armstrong con Judy Davis and Sam Neill. Nell’agosto 2026 Netflix propone una nuova versione della storia di Sybylla con la miniserie in sei episodi “La mia brillante carriera”, interpretata da Philippa Northeast. Nel cast anche Christopher Chung e Anna Chancellor.
La storia. Australia, 1900. Sybylla è la figlia maggiore di una famiglia dalle origini nobili ma caduta in ristrettezze economiche e tormentata dai debiti. La giovane donna decide di trasferirsi a casa della nonna materna Winifred per avere un’opportunità di riscatto e (controvoglia) individuare una proposta di matrimonio in grado di risollevare le sorti dei propri cari. A bene vedere l’unico pensiero di Sybylla è la letteratura: desidera diventare una grande scrittrice e avere una casa popolata da libri. Le sue certezze vacillano quando incontro con il facoltoso Harry Beecham…
Pros. & Cons. Un period drama tra dinamiche narrative classiche e deviazioni anticonvenzionali in chiave rock. È la serie australiana “La mia brillante carriera” firmata dalla showrunner Liz Doran, con la regia di Alyssa McClelland e Anne Renton. Una miniserie che valorizza il popolare romanzo della Franklin esaltando lo spirito di ribellione sociale della protagonista Sybylla con lampi di attualizzazione contemporanea. La caratterizzazione del personaggio si arricchisce di riferimenti alle più apprezzate eroine ottocentesche, in testa Lizzy Bennett e Jo March, ma anche di un twist rock grintoso con rimandi a note suggestioni audiovisive: in particolare, qua e là si colgono sfumature a period originali come “Bridgerton” (Netflix, dal 2020) o “The Buccaneers” (Apple TV+, dal 2023). Sybylla rompe, dunque, gli schemi sociali ma anche di genere del period drama classico, sagomando un personaggio più sbilanciato verso la contemporaneità. La narrazione presenta uno svolgimento interessante e una buona dinamica, cercando di sottrarsi a tonalità troppo tradizionali o al già visto, traballando però per qualche lungaggine di troppo e per forzature-attualizzazioni “ruffiane”. La serie possiede nell’insieme una valida cura formale, in particolare fotografia (Marden Dean, Kieran Fowler) e costumi (Mariot Kerr). Per stile narrativo e temi affrontati, la miniserie “La mia brillante carriera” si direziona verso un pubblico adulto o di adolescenti. Consigliabile, problematica, per dibattiti.