“Un giorno in pretura”. È lo storico programma Rai dedicato al racconto della cronaca giudiziaria. In onda su Rai Tre dal 1985, firmato e condotto da Roberta Petrelluzzi, è punto di riferimento per l’approfondimento del genere giudiziario e criminologico, una bussola anche per il racconto della serialità italiana. A dichiararlo è il regista Gianluca Maria Tavarelli parlando della sua nuova serie Tv “Guerrieri. La regola dell’equilibrio”. “Essendo un appassionato di ‘Un giorno in pretura’ – ha affermato – volevo che la messa in scena dei processi fosse il più possibile fedele alla realtà. In questo ci ha aiutato molto girare dentro il tribunale di Bari. Qui abbiamo cercato di restituire quel disordine fatto di faldoni, computer portatili e documenti, quell’andirivieni di avvocati, poliziotti e gente comune che caratterizzano ogni aula e ogni corridoio di tribunale”. In onda su Rai Uno e RaiPlay per 4 prime serate dal 9 marzo, “Guerrieri. La regola dell’equilibrio” è l’adattamento del ciclo di romanzi dello scrittore-magistrato Gianrico Carofiglio. Protagonista un convincente Alessandro Gassmann, affiancato da Ivana Lotito, Michele Venitucci, Anita Caprioli, Lea Gavino, Michele Ragno, Stefano Dionisi e Francesco Colella. Una produzione Rai Fiction, Combo International e Bartlebyfilm. Presentato in anteprima alla 20a Festa del Cinema di Roma.

La storia. Bari, oggi. Guido Guerrieri è un brillante avvocato, che affronta i casi in tribunale con arguzia e dedizione. Instancabile e accurato nel lavoro, sul fronte personale vacilla soprattutto per le ferite dell’anima per la separazione con la moglie Sara. Ad ancorarlo una passione per la boxe e un gruppo di fidati amici-collaboratori: la giovane praticante Consuelo, l’ex giornalista ora investigatrice Annapaola e l’ispettore di polizia Carmelo Tancredi. Tra i dossier più spinosi la difesa di un amico magistrato, il giudice Larocca, accusato di corruzione…

Pros&Cons. Un ottimo investigativo da dinamiche legal. È “Guerrieri. La regola dell’equilibrio”, serie Tv che si muove sul collaudato binario narrativo di Carofiglio. Un racconto che alterna giallo, dibattimenti in aula, piste investigative con pagine brillanti e di sentimento. Guido Guerrieri è un personaggio affascinante, ben stratificato: in lui troviamo professionalità, acume, misura, ironia, ma anche fragilità. Alessandro Gassmann lo sagoma con grande efficacia e trasporto, trovando immediatamente una chiave magnetica per lo spettatore: “Da lettore di Carofiglio – ha dichiarato – conoscevo bene Guerrieri. Quello che mi affascina di più sono le sue sfaccettature, soprattutto difetti e fragilità. Uno straordinario giurista e penalista, interessato alla ricerca della verità”. Si tratta di un racconto solido e ben congegnato, tra linea narrativa giallo-giudiziaria e personaggi in campo. Risalta con chiarezza l’attenzione alla materia giudiziaria, con l’ampio spazio ai dibattimenti in aula, che corroborano il racconto tra tensione narrativa e maestria del protagonista, abile nel sapersi destreggiare con passione e astuzia nei vari casi. Un tutore della legge integerrimo ma anche profondamente umano, che si fa amare anche con i suoi chiaroscuri. Consigliabile, problematica, per dibattiti.