Soggetto
Pianeta terra, in un lontanissimo futuro. Arco vive con la sua famiglia in una casa costruita su una piattaforma con pilastri simili a giganteschi alberi. I genitori e la sorella possono viaggiare nel tempo grazie a un mantello magico che lascia nel cielo scie arcobaleno. Ma Arco non può, perché non ha ancora 12 anni e la legge non gli consente di usarlo prima di questa data. Una sera, desideroso di vedere da vicino i suoi amati dinosauri, Arco prende il mantello della sorella e si lancia nel vuoto, finendo per schiantarsi in un bosco dove lo trova Iris, una bambina di dieci anni che vive con il fratellino Peter e un robot tuttofare di nome Miki. È il 2075…
Valutazione Pastorale
Primo lungometraggio del regista francese Ugo Bienvenu, classe 1987, “Arco. Un’amicizia per salvare il futuro”, dopo aver vinto gli Efa - European Film Awards e il César come miglior film d’animazione, è entrato nella partita degli Oscar 2026. Una favola gentile, un inno all’amicizia, alla famiglia, alla natura, alla speranza.
La storia. Pianeta terra, in un lontanissimo futuro. Arco vive con la sua famiglia in una casa costruita su una piattaforma con pilastri simili a giganteschi alberi. I genitori e la sorella possono viaggiare nel tempo grazie ad un mantello magico che lascia nel cielo scie arcobaleno. Ma Arco non può, perché non ha ancora 12 anni e la legge non gli consente di usarlo prima di questa data. Una sera, desideroso di vedere da vicino i suoi amati dinosauri, Arco prende il mantello della sorella e si lancia nel vuoto, finendo per schiantarsi in un bosco dove lo trova Iris, una bambina di dieci anni che vive con il fratellino Peter e un robot tuttofare di nome Miki. È il 2075. I due diventano amici e Iris cerca in tutti i modi di aiutarlo, ma non è facile: nella caduta il ragazzo ha perso un diamante, senza il quale non può tornare nel futuro. Quel diamante è stato ritrovato da tre bizzarri fratelli che, molti anni prima, hanno visto nel cielo le scie di arcobaleno e da allora continuano a cercare delle prove che confermino la loro storia, alla quale nessuno vuole credere.
Le suggestioni visive e narrative, l’animazione in 2D di “Arco” rimandano senza dubbio al cinema di Hayao Miyazaki (soprattutto di “Ponyo sulla scogliera”). Interessanti e meritevoli di approfondimento sono i due “mondi” raccontati nel film, con i temi che suggeriscono: la dimensione educativa-affettiva e la salvaguardia del pianeta. Nel mondo di Iris l’educazione e la cura dei bambini sono affidate a robot: lei e suo fratello vivono con l’automa tuttofare Miki (che per la tenerezza e la cura che sembra nutrire per i due tanto ricorda l’androide Andrew in “L’uomo bicentenario”) mentre i genitori interagiscono con loro soltanto la sera sotto forma di ologrammi. E androidi sono anche tutti gli insegnanti nelle scuole. Nel mondo di Arco, la Terra è ormai inagibile a causa di un disastro climatico e l’umanità costretta a vivere su piattaforme artificiali in isolate villette monofamiliari, dove il bambino trascorrere le giornate aspettando la sera per poter condividere cibo, chiacchiere e abbracci. E se il mondo di Iris conserva socialità, interazione e rapporti umani – abdicando alla formazione e alla cura dei bambini –, quello di Arco preserva la famiglia, ma perde la dimensione sociale, l’interazione fra le persone, il “vicinato”.
Altro tema portante del racconto è l’ecologia e la salvaguardia della Terra. “Arco” è anche un inno all’amicizia, alla fiducia e alla fantasia come possibilità di costruire il futuro. Un’avventura originale e appassionante che incanterà i bambini, ma anche il bambino che c’è in ogni adulto. Consigliabile, poetico, adatto per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria. Adatto a un pubblico familiare.
