Interpreti e ruoli
Emily Blunt (Margaret Fairchild), Josh O'Connor (Daniel Kellner), Colin Firth (Noah Scanlon), Colman Domingo (Hugo Wakefield), Eve Hewson (Eve Blankenship), Wyatt Russell (Jackson), Henry Lloyd-Hughes (Casper Boyd), Elizabeth Marvel . (Sr. Maura)
Soggetto
Il mondo è in stallo, pronto a cedere a un nuovo conflitto globale. Negli Stati Uniti, l’esperto di cybersicurezza Daniel Kellner e la sua fidanzata Jane sono in fuga, tallonati dalla potente agenzia governativa Wardex guidata dall’inflessibile Noah Scanlon. Daniel ha sottratto loro dei documenti riservati e un misterioso dispositivo. A Kansas City Margaret Fairchild, giornalista televisiva, durante la diretta inizia a parlare, inconsapevolmente, una lingua sconosciuta. La donna è sconvolta e l’unica cosa che non le permette di perdersi d’animo è l’improvvisa urgenza di mettersi in contatto proprio con Daniel. I due non si conoscono, o forse non ricordano di essersi incontrati in precedenza. Ad aiutarli è il misterioso Hugo Wakefield, ex braccio destro di Noah alla Wardex e ora “dissidente”. Hugo vuole svelare pubblicamente segreti e misfatti della Wardex e per farlo ha bisogno dell’aiuto di Daniel e Margaret.
Valutazione Pastorale
Sempre con lo sguardo rivolto verso l’alto. Steven Spielberg, negli oltre cinquant’anni di carriera, non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita nello Spazio. Tra i suoi primi, sorprendenti, lavori “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (1977) ed “E.T. l'extra-terrestre (1982), in cui si è misurato con la presenza di altre forme di vita sulla Terra, tra avventura, mistero e poesia. All’età di 80 anni, con una vis stilistico-narrativa sempre verde, il quattro volte Premio Oscar è ritornato sull’argomento firmando un’opera imponente, “Disclosure Day”. Interpretato da Emily Blunt (pronta per la partita dei prossimi Oscar!), Josh O'Connor, Colin Firth, Colman Domingo ed Eve Hewson, il film targato Universal e Amblin si muove sul terreno del thriller cospirativo, chiamando in campo temi come religione e fede, verità e doveri del giornalismo, erosione del potere politico e paure di sbandamento del sistema sociale. “Disclosure Day” conferma tutto il talento visivo e narrativo di Spielberg, la sua solidità come autore e al contempo la sua freschezza di sguardo. Un’opera che affascina per tensione, stile e dinamica.
“È un film sulla disinformazione e sulla sfida di trovare la verità in una cultura in cui persone potenti hanno gli strumenti per sfumare i confini tra fatti e finzione, tra ciò che è reale e irreale”. Così Spielberg nel raccontare il suo nuovo progetto, di cui oltre che regista e produttore è anche autore del soggetto, sceneggiato poi da David Koepp con cui ha condiviso in precedenza i copioni di “Jurassic Park” (1993) e “La guerra dei mondi” (2005). “È un film – ha aggiunto – che pone anche domande su cosa facciamo con una verità che espande la nostra comprensione dell'universo in un modo che sfida le credenze che ci danno un senso, inclusa la religione. X-Files ci ha insegnato che la verità è là fuori, ma cosa succede quando la troviamo? Possiamo accettarla? La rifiutiamo? Ci unirà o ci dividerà ulteriormente?”.
In “Disclosure Day” tornano dunque molti temi forti del suo cinema. Non solo i titoli in cui esplora la possibile presenza di alieni nello Spazio e sulla Terra, tra mistero e poesia ma anche il valore del buon giornalismo, tenuto a mantenere la schiena dritta davanti a poteri forti e intimidazioni (straordinario “The Post” del 2017, saggio sulla professione e i suoi valori-doveri).
Nel suo orizzonte fa ingresso anche il tema della fede, attraverso le apprensioni della ex novizia Jane, che alla scoperta di una prova della vita aliena si interroga sull’esperienza credente, sulle preoccupazioni che tale notizia generi nei fedeli, sulla possibilità che mettano in dubbio la presenza di Dio. Acuto è il colloquio tra Jane e la sua ex superiora Sr. Maura (Elizabeth Marvel), che la invita ad allargare il campo dello sguardo e a considerare la grandezza della creazione di Dio, del suo straordinario disegno, ben oltre la vita sulla Terra. Sr. Maura le ricorda che la verità non deve mai fare paura.
Cuore del film, ovviamente, è la rappresentazione della vita aliena. Spielberg tratteggia con sguardo rispettoso le creature aliene, verso le quali rivolgersi con apertura e desiderio di dialogo. Qui torna tutta la sua poetica nel fantastico: l’alieno non è da temere, come non era da temere E.T., mentre da guardare con sospetto sono gli esseri umani, o meglio quelli abitati da una cultura del profitto e della sopraffazione, che non risparmiano crudeltà a creature umane, animali o extraterrestri.
“Disclosure Day” parte come un serrato spy-thriller, un film d’azione che corre veloce sul binario del genere cospirativo, aprendosi subito dopo al fantastico ma con riflessioni sociali profonde e incalzanti. La linea del racconto è stratificata, a tratti labirintica, ma non stanca mai lo spettatore, agganciato con grande trasporto sino ai volteggi finali, dove vengono sciolti nodi ed enigmi, regalando un epilogo (inevitabilmente?) aperto. Ultimo, le musiche composte da John Williams, al fianco di Spielberg in trenta film. “John ha appena compiuto 94 anni – ha dichiarato il regista – ed è eccezionale ora tanto quanto lo era a 40. ‘Disclosure Day’ è probabilmente la colonna sonora più misurata che abbia mai scritto per una delle nostre collaborazioni”.
Nell’insieme, un film che conquista e coinvolge, appassiona e inquieta, lasciando allo spettatore suggestioni e domande. Al di là di qualche piccola ambiguità o incertezza della sceneggiatura, “Disclosure Day” conferma il grande talento di uno dei registi apicali della New Hollywood, che sa sempre sorprendere con originalità. Consigliabile, problematico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria. Il film si deraziona verso un pubblico adulto e di adolescenti.
