In cartellone al Bif&st – Bari International Film&Tv Festival (2026)
Interpreti e ruoli
Vanessa Scalera (Ester), Isabella Ragonese (Ada), Vinicio Marchioni (Filippo), Francesco Colella (Ovidio), Corrado Fortuna (Pietro), Benedetta Cimatti (Linda), Anna Bellato (Arianna), Enrico Borello (Jacopo), Chiara Ferrara (Silvia)
Soggetto
Roma oggi, il poeta latino Ovidio osserva da vicino la coppia formata da Ada e Filippo, lei giornalista e lui scultore, che dopo tanti anni insieme finalmente aspettano il primo figlio. Un evento che si ricollega e ha ripercussioni su altre coppie: quella di Arianna ed Ester, lei medico e l’altra psicoterapeuta, con un rapporto in stallo; quella di Linda e Pietro, maestra lei e musicista lui, genitore di uno degli allievi della donna; e ancora, due giovani cercatori d’amore, Silvia e Jacopo, rispettivamente studentessa e conducente di autobus, appena lasciati e incapaci di reagire…
Valutazione Pastorale
L’ispirazione è il poeta romano Ovidio, un Ovidio però che si ritrova a percorrere le vie della Roma di oggi e a riflettere sulle relazioni sentimentali nella nostra contemporaneità, tra crisi di coppia, genitorialità, tradimenti e nuovi amori. È “Il Dio dell’Amore”, film diretto da Francesco Lagi – tra i suoi titoli “Il pataffio” (2022) e la serie Sky “Un amore” (2024) –, su copione dello stesso Lagi e di Enrico Audenino, presentato in anteprima al Bif&st – Bari International Film&Tv Festival (2026). Protagonisti Vanessa Scalera, Isabella Ragonese, Vinicio Marchioni, Francesco Colella, Corrado Fortuna, Benedetta Cimatti, Anna Bellato, Enrico Borello e Chiara Ferrara. Una produzione Cattleya, Bartlebyfilm e Vision Distribution.
La storia. Roma oggi, il poeta latino Ovidio osserva da vicino la coppia formata da Ada e Filippo, lei giornalista e lui scultore, che dopo tanti anni insieme finalmente aspettano il primo figlio. Un evento che si ricollega e ha ripercussioni su altre coppie: quella di Arianna ed Ester, lei medico e l’altra psicoterapeuta, con un rapporto in stallo; quella di Linda e Pietro, maestra lei e musicista lui, genitore di uno degli allievi della donna; e ancora, due giovani cercatori d’amore, Silvia e Jacopo, rispettivamente studentessa e conducente di autobus, appena lasciati e incapaci di reagire…
“L’idea era quella di dar vita a un film romantico – racconta il regista – che parlasse del nostro modo di stare al mondo e di come le nostre relazioni ci rendano parte di (…) una tessitura infinitamente più ampia del nostro sguardo, di cui non conosciamo i confini o il perimetro”. Francesco Lagi tratteggia una commedia romantica dal respiro corale, una polaroid dei rapporti sentimentali del nostro presente, abitati da luci e chiaroscuri, da verità, segreti e bugie. Lo stile di racconto è ricercato e lieve, marcato da dolce malinconia. A livello tematico-narrativo il copione è strutturato in maniera brillante ma anche un po’ furba: descrive e appiattisce i legami soprattutto come instabili, insinceri e fluidi, strizzando l’occhio a soluzioni da politicamente corretto. Una riflessione sull’amore, sulla relazione di coppia, che risulta gradevole per stile di racconto, con rimandi al cinema francese, valida soprattutto per gli interpreti, che però convince meno per il copione, non proprio originale o adeguatamente approfondito. Una commedia che si direzione verso un pubblico adulto. Complesso, brillante.
Utilizzazione
Per i temi in campo, il film si direzione verso un pubblico adulto.
