Il Falsario

Valutazione
Brillante, Complesso, Problematico
Tematica
Amicizia, Arte, Avidità, Cronaca, Denaro, Gangster, Politica-Società, Potere, Tematiche religiose, Terrorismo
Genere
Drammatico, Storico
Regia
Stefano Lodovichi
Durata
116'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Il Falsario
Distribuzione
Netflix
Soggetto e Sceneggiatura
Sandro Petraglia, Lorenzo Bagnatori
Fotografia
Emanuele Pasquet
Musiche
Santi Pulvirenti
Montaggio
Roberto Di Tanna
Produzione
Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Francesca Longardi, Donatella Di Benedetto. Casa di produzione: Cattleya - ITV Studios

Presentato alla 20a Festa del Cinema di Roma (2025)

Interpreti e ruoli

Pietro Castellitto (Toni), Giulia Michelini (Donata), Andrea Arcangeli (Don Vittorio), Pierluigi Gigante (Fabione), Claudio Santamaria (Il Sarto), Aurora Giovinazzo (Virginia), Edoardo Pesce (Balbo), Fabrizio Ferracane (Zù Pippo)

Soggetto

Roma 1976, Toni è un aspirante artista che arriva nella Capitale con due amici, il giovane presbitero Vittorio e il rivoluzionario Fabione. Il talento di Toni viene rapidamente notato dalla gallerista Donata che gli commissiona dei falsi. Il suo nome inizia a circolare nell’ambiente romano, aprendogli le porte di salotti bene ma anche di corruzione e malavita…

Valutazione Pastorale

“Il Falsario”. Tra le prime novità Netflix del 2026 c’è il film “Il falsario”, presentato in anteprima alla 20a Festa del Cinema di Roma. Liberamente ispirato alla figura del pittore Toni della Duchessa, il film diretto da Stefano Lodovichi (“Il cacciatore”, “Christian”) rilegge la storia politico-sociale del nostro Paese, tra corruzione, malaffare e terrorismo. Protagonisti Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli e Pierluigi Gigante; una produzione Cattleya e Netflix.
La storia. Roma 1976, Toni è un aspirante artista che arriva nella Capitale con due amici, il giovane presbitero Vittorio e il rivoluzionario Fabione. Il talento di Toni viene rapidamente notato dalla gallerista Donata che gli commissiona dei falsi. Il suo nome inizia a circolare nell’ambiente romano, aprendogli le porte di salotti bene ma anche di corruzione e malavita…
“Il Falsario” è un racconto che si muove in maniera ondivaga tra realtà e finzione. Tra le ascisse e ordinate della Storia, il film si prende delle licenze “giocose” per esplorare pagine complesse e dolorose del nostro Paese, sino al dramma dell’uccisione dell’on. Aldo Moro. La dinamica di racconto – il copione è di Sandro Petraglia – è agile e coinvolgente, ben supportata da un valido cast che si mette a servizio della storia; a funzionare è soprattutto Castellitto, che con la sua recitazione tiene in piedi il doppio binario di genere, tra comedia e crime.
Il racconto è acuto, brillante ma anche marcato da furbizia (si veda lo sguardo sul clero come carrierista). Il film approfondisce il percorso di crescita e affermazione di Toni, affamato di vita e pronto ad abdicare a valori e moralità pur di ottenere tutto; una vertigine d’ambizione che inghiottisce anche i vari personaggi in campo. Un’opera che con ironia amara si tuffa nelle pagine buie del nostro passato, senza spiragli di salvezza o redenzione. Complesso, problematico-brillante.

Utilizzazione

Per i temi in campo, il film richiede un pubblico adulto.

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