
Il film è stato presentato fuori concorso alla 77a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2020)
Interpreti e ruoli
Jim Broadbent (Kempton Bunton), Helen Mirren (Dorothy Bunton), Fionn Whitehead (Jackie Bunton), Matthew Goode (Jeremy Hutchinson QC), Anna Maxwell Martin (Mrs Gowling), Charles Edwards (Joseph Simpson)
Soggetto
Londra anni ’60, il ritratto del Duca di Wellington di Francisco Goya viene sottratto dalla National Gallery. Responsabile è il tassista Kempton Bunton, impegnato in una battaglia sociale a favore degli anziani e dei veterani di guerra... Un furto per protesta!
Valutazione Pastorale
La nuova commedia del britannico Roger Michell (tra i suoi film più noti “Notting Hill”, 1999), “Il ritratto del duca” (“The Duke”) è stata presentata fuori concorso alla 77a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2020) raccogliendo il pieno di consensi. Nelle sale italiane, complice la pandemia, arriva solamente nel marzo 2022. Prendendo le mosse da un fatto di cronaca nella Londra di inizio anni ’60, il furto del ritratto del Duca di Wellington di Francisco Goya dalla National Gallery, l’opera racconta della battaglia sociale del tassista Kempton Bunton a favore degli anziani e dei veterani di guerra, affinché venga concesso loro di non pagare la tassa televisiva. Jim Broadbent ed Helen Mirren sono (come sempre) superlativi. Elemento trainante di questa riuscita commedia inglese è senza dubbio la loro interpretazione dei coniugi Bunton, capaci coniugare toni esilaranti, ironici, come pure raccordi drammatici. Come ha sottolineato lo stesso regista: "The Duke, nella grande tradizione delle Ealing Comedies, mostra un uomo semplice che parla apertamente ai potenti. Per quanto si tratti di una storia seria, non va presa troppo sul serio". Ancora, soffermandosi sulla figura di Kempton Bunton il regista sottolinea: "Incarna il senso di connessione, il fatto che ciascuno di noi è responsabile per gli altri, concetto che nel clima attuale appare particolarmente appropriato". Nell'insieme, Roger Michell sa fare bene, e molto, il suo lavoro, mettendo in campo una regia presente e convincente, calibrando tempi comici con puntualizzazioni storiche e uno sguardo realistico senza tempo. Il film, infatti, al di là di essere una commedia godibile offre un chiaro spaccato sociale, un invito alla coesione e solidarietà reciproca: il bisogno di essere prossimi, comunità, non isole. Dal punto di vista pastorale “Il ritratto del duca” è senza dubbio consigliabile, brillante e adatto per dibattiti.
Utilizzazione
Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni di dibattito.