Presentato al 78° Locarno Film Festival (2025) e al 17° Bari International Film Festival (2026)
Interpreti e ruoli
Giorgio Pasotti (Paride), Valentina Cervi (Adele), Mimmo Borrelli (Guelfo), Andrea Matrone (Filo), Michael D'Arma (Rullo), Judith Schiaffino (Amélie)
Soggetto
Durante un’uscita nei boschi viene smarrito il cane Birillo. Il piccolo proprietario Filo, un preadolescente, non si dà pace e incolpa il padre Paride. Approfittando di un’escursione programmata con il gruppo scout, Filo e il suo amico Rullo si allontanano per andare a cercare Birillo. Si accampano nei boschi e perlustrano la zona in cerca delle sue tracce. Trovano sostengo nella coetanea Amélie, che li indirizza verso la casa di Guelfo, un uomo ombroso dai modi respingenti…
Valutazione Pastorale
Un’opera che “affronta il tema della crescita, del rapporto e delle dinamiche tra genitori e figli”, ma in particolare del “dolore e come si debba affrontarlo, soprattutto quando si parla di perdita, e come questa venga recepita ed elaborata dall’adulto e dal bambino”. Così il regista Fabrizio Cattani nel raccontare il suo film “Io non ti lascio solo”, dall’omonimo romanzo di Gianluca Antoni (Salani), in anteprima al 78° Locarno Film Festival e al 17° Bari International Film Festival. Protagonisti Giorgio Pasotti, Valentina Cervi e Mimmo Borrelli insieme ai giovani Andrea Matrone, Michael D’Arma e Judith Schiaffino. Prodotto da Elisabetta Olmi, Tilde Corsi e Gianluca Curti, “Io non ti lascio solo” è una storia avventurosa dalle sfumature educative, che parla di amicizia, solidarietà e coraggio, ma anche del rapporto padre-figlio e soprattutto del trauma del lutto.
La storia. Durante un’uscita nei boschi viene smarrito il cane Birillo. Il piccolo proprietario Filo, un preadolescente, non si dà pace e incolpa il padre Paride. Approfittando di un’escursione programmata con il gruppo scout, Filo e il suo amico Rullo si allontanano per andare a cercare Birillo. Si accampano nei boschi e perlustrano la zona in cerca delle sue tracce. Trovano sostengo nella coetanea Amélie, che li indirizza verso la casa di Guelfo, un uomo ombroso dai modi respingenti…
Una piacevole sorpresa “Io non ti lascio solo”. Si tratta, infatti, di un film che posiziona la macchina da presa ad altezza di ragazzo, ricorrendo a un linguaggio narrativo fresco e accessibile. Una rarità oggigiorno trovare titoli educational ben fatti. Il film, inoltre, non propone solo un cammino avventuroso nella natura, giocato tra amicizia solidale e un rapporto speciale con un cane, ma asse centrale della storia è il lutto, la perdita genitoriale in tenera età. Il film approfondisce il modo in cui essa viene elaborata anche dai più piccoli. Filo, il protagonista, non è solo in apprensione per la perdita del cane, il suo vero affanno è la scomparsa della madre e l’incapacità di parlare di tale strappo, di quell’incontenibile dolore, con il padre. Filo è uno scout coraggioso, un amico affidabile, ma è pur sempre un bambino ancora bisognoso di ascolto e tenerezza.
Con grande delicatezza e prudenza il film percorre sentieri tematici difficili e impervi, declinandoli in maniera accessibile e luminosa, ricordandoci che è importante mettere in dialogo traumi e ferite dell’anima per poterli governare, superare. “Io non ti lascio solo” è un valido film per ragazzi e famiglie dal respiro educativo. Consigliabile, poetico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.
