La scelta di Joseph

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amore-Sentimenti, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Gilles Bourdos
Durata
77'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
Le Choix de Joseph Cross
Distribuzione
Wanted
Soggetto e Sceneggiatura
Michel Spinosa. Tratto da "Locke" di Steven Knight
Fotografia
Mark Lee Ping-Bing
Montaggio
Guy Lecorne, LMA
Produzione
Curiosa Films, UGC, Studio Exception, JD Prod, con il sostegno di Canal+, con la partecipazione di Ciné+ OCS, Cineaxe 5, Cinémage 18.

Interpreti e ruoli

Vincent Lindon (Joseph Cross)

Soggetto

Joseph Cross lavora nell’ambito dell’edilizia, è un uomo solido, affidabile, abituato ad assumersi le sue responsabilità. Una sera, mentre in cantiere sta approntando una consegna lavorativa importante prevista per il giorno successivo riceve una telefonata. Sale in macchina e parte per Parigi, diretto all’ospedale dove Béatrice sta per partorire suo figlio. Joseph però è sposato con Catherine e insieme hanno due figli. Protetto (o prigioniero?) dall’abitacolo l’uomo si trova a dover scegliere tra ciò che è più facile e ciò che è più giusto.

Valutazione Pastorale

Presentato in concorso alla 19ª Festa del Cinema di Roma (2024), “La scelta di Joseph” è il rifacimento dell’inglese “Locke” (2013), scritto e diretto da Steven Knighte, interpretato da Tom Hardy. Dieci anni dopo il regista francese Gilles Bourdos sposta l’azione in Francia, scrive la sceneggiatura con Michel Spinosa e affida il tutto a un attore eccezionale come Vincent Lindon (Coppa Volpi a Venezia 2024 con il film “Noi e loro” e Prix d'interprétation a Cannes per “La legge del mercato” nel 2015).
La storia. Joseph Cross lavora nell’ambito dell’edilizia, è un uomo solido, affidabile, abituato ad assumersi le sue responsabilità. Una sera, mentre in cantiere sta approntando una consegna lavorativa importante prevista per il giorno successivo riceve una telefonata. Sale in macchina e parte per Parigi, diretto all’ospedale dove Béatrice sta per partorire suo figlio. Joseph però è sposato con Catherine e insieme hanno due figli. Quando arriverà a Parigi la sua vita sarà cambiata per sempre.
Un unico ambiente (l’abitacolo di una macchina lanciata su un’autostrada di notte), un solo protagonista (gli altri sono solo voci al cellulare) chiamato improvvisamente a fare i conti con la propria coscienza, tra imprevisti che toccano la sfera personale e il lavoro, tra scelte difficili e confessioni troppo a lungo rimandate. “La scelta di Joseph” è un dramma morale costruito come un thriller psicologico, che rivela a poco a poco i dettagli della situazione che il protagonista deve affrontare: un errore – “tutta la differenza che c’è tra una sola volta e mai”, gli ricorda la moglie, ferita e umiliata dal suo tradimento, ma ancora di più dal suo silenzio – il frutto di una notte di alcool e solitudine che gli stravolge la vita. Una leggerezza che, come Joseph ben sa dal suo lavoro, può distruggere in un attimo la casa costruita con impegno e fatica. 77 minuti che tengono agganciato lo spettatore in un crescendo emotivo che poggia tutto su un’ottima sceneggiatura e sull’eccellente performance, in sottrazione, di Lindon: solo il volto, la voce e le mani che stringono il volante. “La scelta di Joseph” è consigliabile, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

In programmazione ordinaria.

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