L’estranea

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Cibo, Denaro, Dialogo, Dolore, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, LGBTQ+, Malattia, Male, Morte, Politica-Società, Solidarietà, Tematiche religiose
Genere
Drammatico, Horror, Psicologico, Thriller
Regia
Paolo Strippoli
Durata
115'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Belgio, Francia, Italia
Titolo Originale
L’estranea
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico
Fotografia
Cristiano Di Nicola
Musiche
Rob
Montaggio
Federico Palmerini
Produzione
Marina Marzotto, Mattia Oddone, Ivan D’Ambrosio, Lello Petrone, Jean-Christophe Reymond, Joseph Rouschop, Eva Curia. Casa di produzione: Propaganda Italia, Rai Cinema, Dinamo Film, Kazak Productions, Tarantula

In Concorso all'83a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2026). Candidato italiano per i Premi Oscar 2027

Interpreti e ruoli

Jasmine Trinca (Anna), Adriano Giannini (Walter), Romana Maggiora Vergano (Alice), Valeria Bruni Tedeschi (L’estranea), Andrea Genovese (Tobia), Gabriella Telegrafo (Alice 7 anni), Mariandrea Cesari (Alice 13 anni), Alessandro Carbonara (Tobia 13 anni), Andrea Rossini (Tobia 17 anni), Marina Limosani (Lidia)

Soggetto

Bari, 1998. I Colonna ce l’hanno fatta, o almeno così credono. Gli affari vanno bene e possono permettersi una grande villa dove organizzano feste. I genitori, Walter e Anna, vorrebbero che i figli primeggiassero: Tobia sul campo da calcio, Alice nella recitazione in Tv. Quando un incidente sembra far deragliare la serenità, ad Anna si presenta una donna, un’estranea, che le promette una soluzione chiedendo in cambio un prezzo importante.

Valutazione Pastorale

Nel 2025 era stato invitato fuori concorso alla Mostra del Cinema della Biennale di Venezia con “La valle dei sorrisi”. Nel 2026 Paolo Strippoli viene ammesso in gara con un’opera atipica, di genere: “L’estranea”. Scritto con Salvatore De Chirico, il film indaga le fragilità di due genitori che sembrano aver messo in moto l’ascensore sociale ma si schiantano tra ambizioni e paure. Protagonisti gli ottimi Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Romana Maggiora Vergano e Valeria Bruni Tedeschi. Candidato italiano per la corsa ai Premi Oscar 2027, il film è nelle sale dall’8 ottobre 2026 con 01 Distribution.
La storia. Bari, 1998. I Colonna ce l’hanno fatta, o almeno così credono. Gli affari vanno bene e possono permettersi una grande villa dove organizzano feste. I genitori, Walter e Anna, vorrebbero che i figli primeggiassero: Tobia sul campo da calcio, Alice nella recitazione in Tv. Quando un incidente sembra far deragliare la serenità, ad Anna si presenta una donna, un’estranea, che le promette una soluzione chiedendo in cambio un prezzo importante.
“È certamente una saga familiare – ha indicato il regista – un thriller psicologico, un mystery che svela le proprie carte man mano che si avvicina al finale. Ma è soprattutto una tragedia, non nell’accezione contemporanea e cupa del termine, bensì in quella indicata da Aristotele nella sua ‘Poetica’: una forma di racconto che suscita pietà e terrore per condurre lo spettatore alla catarsi (…). L’Estranea abita proprio quel punto cieco in cui il desiderio di proteggere a tutti i costi chi amiamo può trasformarsi nel modo più feroce di perderlo”.
Strippoli (classe 1993) è senza dubbio un autore in crescita. Del suo lavoro si apprezza la grintosa partenza, con sequenze serrate che ritraggono la caduta dei Colonna in una vertigine di angosce. La sicurezza della famiglia ha un tracollo e, davanti alla tragedia, i suoi componenti reagiscono ciascuno in modo diverso: gli adulti sono prede di terrore e scelte disperate, i figli puntano a fuggire in cerca della propria felicità. Strippoli seduce con uno stile di regia incalzante, confondendo lo spettatore con atmosfere thriller-horror che si spostano tra religioso e paranormale. Qua e là riflessi di Bergman (“Il settimo sigillo”, 1957), Pasolini (“Teorema”, 1968) e del cinema hollywoodiano (“L’avvocato del diavolo”, 1997). Un film ammantato di ambiguità, che usa anche luoghi e simboli religiosi; a ben vedere, però, l’intento è la radiografia di una famiglia benestante, abbagliata da ambizioni e generatrice della propria infelicità.
Un’opera originale, che parte bene ma perde vigore nei tornanti finali, con sterzate poco credibili. Complesso, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

Per i temi in campo, il film richiede un pubblico adulto.

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