L’ultima missione. Project Hail Mary

Valutazione
Consigliabile, Semplice, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Fantascienza, Nuove tecnologie, Scienza, Solidarietà
Genere
Fantascienza
Regia
Christopher Miller, Phil Lord
Durata
156'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Usa
Titolo Originale
Project Hail Mary
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Andy Weir, Drew Goddard
Fotografia
Greig Fraser
Musiche
Daniel Pemberton
Montaggio
Joel Negron
Produzione
Ryan Gosling, Amy Pascal, Christopher Miller, Phil Lord, Aditya Sood, Rachel O'Connor, Andy Weir. Amazon MGM Studios, General Admission, Lord Miller, Metro-Goldwyn-Mayer, Pascal Pictures

Il film è basato sul romanzo "Project Hail Mary" di Andy Weir.

Interpreti e ruoli

Ryan Gosling (Ryland Grace), Sandra Huller (Eva Stratt), Lionel Boyce (Carl), Ken Leung (Yáo Li-Jie), Milana Vayntrub (Olesya Ilyukhim)

Soggetto

Stati Uniti, Ryland Grace è un insegnante di scienze in una classe di preadolescenti, che viene arruolato per il suo talento in una missione spaziale cui partecipano molti Paesi. Si tratta di un team di ricercatori uniti dal desiderio (disperazione) di scoprire una soluzione al probabile spegnimento del Sole a causa di misteriose particelle che ne divorano l’energia. Ryland, contro la sua volontà, finisce a bordo della navicella – una missione senza ritorno – che fa rotta nelle periferie dell’universo, dove sembra esserci una stella simile al Sole immune da tale deterioramento. E durante il viaggio lo scienziato si trova faccia a faccia con una creatura aliena…

Valutazione Pastorale

Qua e là si colgono rimandi a “2001: Odissea nello spazio” (1968) di Stanley Kubrick, ma anche a “Gravity” (2013) di Alfonso Cuarón e soprattutto al più recente “Ad Astra” (2019) di James Gray. Parliamo del nuovo sci-fi “L’ultima missione: Project Hail Mary” diretto dal duo Phil Lord e Christopher Miller – Premi Oscar per l’animazione “Spider-Man. Un nuovo universo” (2018) – che prende le mosse dal romanzo omonimo di Andy Weir del 2021. Protagonista nonché produttore è il divo hollywoodiano Ryan Gosling – nel cast anche l’ottima Sandra Hüller, “Anatomia di una caduta” – che si intesta un racconto fantastico-avventuroso giocato sui temi della solidarietà, dell’amicizia e della custodia della Creato. Il film, targato Amazon MGM Studios, è nelle sale dal 19 marzo 2026 con Sony Pictures Italia.
La storia. Stati Uniti, Ryland Grace è un insegnante di scienze in una classe di preadolescenti, che viene arruolato per il suo talento in una missione spaziale cui partecipano molti Paesi. Si tratta di un team di ricercatori uniti dal desiderio (disperazione) di scoprire una soluzione al probabile spegnimento del Sole a causa di misteriose particelle che ne divorano l’energia. Ryland, contro la sua volontà, finisce a bordo della navicella – una missione senza ritorno – che fa rotta nelle periferie dell’universo, dove sembra esserci una stella simile al Sole immune da tale deterioramento. E durante il viaggio lo scienziato si trova faccia a faccia con una creatura aliena…
Un film avventuroso dal respiro fantascientifico. Un viaggio nello Spazio sino ai confini meno noti per il bene della comunità umana. Tra coraggio e goffaggine, Ryland è un eroe “imperfetto” che si trova da solo a bordo di una navicella spaziale che fa rotta verso l’ignoto; e in questa cornice apparentemente claustrofobica il film vira verso un racconto che si gioca sui valori dell’amicizia e solidarietà sul tracciato di “E.T. L’extra-terrestre” (1982) di Steven Spielberg. Ryland, infatti, nel suo “cammino della speranza” si trova a misurarsi con la presenza di una creatura aliena, con cui anzitutto deve avviare una forma di comunicazione. Superati timore e sospetti inziali, tra i due si attiva una dinamica di cameratismo e solidarietà, e così diventano i protagonisti di un racconto avvincente che si muove su un binario di buoni sentimenti e note narrative brillanti, virate in chiave positiva.
“L’ultima missione” è un’opera imponente e suggestiva dal punto di vista visivo, per gli effetti speciali accurati e realistici, un racconto che però diventa metaforico giocato su valori e temi ancorati alla realtà. Qua e là qualche semplificazione di troppo in stile hollywoodiano, ma nell’insieme un valido racconto d’evasione con temi di rilievo che può unire in sala adulti e preadolescenti. Consigliabile, semplice, per dibattiti.

Utilizzazione

Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.

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