Marty Supreme

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amore-Sentimenti, Denaro, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia, Sport
Genere
Commedia - Dramma, Sportivo
Regia
Josh Safdie
Durata
149'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Usa
Titolo Originale
Marty Supreme
Distribuzione
I wonder pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Josh Safdie, Ronald Bronstein
Fotografia
Darius Khondji
Musiche
Daniel Lopatin
Montaggio
Josh Safdie, Ronald Bronstein
Produzione
Eli Bush, Ronald Bronstein, Josh Safdie, Anthony Katagas, Timothée Chalamet. Casa di produzione: Central Pictures

Interpreti e ruoli

Timothée Chalamet (Marty Mauser), Gwyneth Paltrow (Kay Stone), Odessa A'zion (Rachel Mizier), Kevin O'Leary (Milton Rockwell), Tyler the Creator (Wally), Abel Ferrara (Ezra Mishkin), Fran Drescher (Rebecca Mauser), Emory Cohen (Ira Mizier), Géza Rohrig (Béla Kletzki), Sandra Bernhard (Judy), Luke Manley (Dion Galanis)

Soggetto

New York anni ’50, Marty Mauser lavora in un negozio di scarpe ma i suoi pensieri sono tutti direzionati al ping-pong. Sogna di andare a Londra per rappresentare il suo Paese ai British Open e ci riesce; lì si scontra con il giapponese Endo, che frantuma le sue ambizioni: è lui il più forte. Marty non si arrende all’evidenza e, una volta tornato negli Stati Uniti, fa di tutto per raccogliere i soldi necessari per sfidare di nuovo il suo avversario, questa volta in Giappone. A livello sentimentale, frequenta senza convinzioni la vicina di casa Rachel, da sempre innamorata di lui, e al contempo intrattiene una relazione con la famosa attrice Kay Stone, sposata con il magnate Milton Rockwell.

Valutazione Pastorale

Il racconto del sogno americano, ma senza toni edificanti o edulcorati. Quello di Marty Mauser, il protagonista di “Marty Supreme”, è una corsa a perdifiato per emergere dall’anonimato, per sfiorare la gloria grazie a uno sport lontano dai riflettori, il tennis da tavolo, comunemente ping-pong. A interpretarlo in maniera concitata e coinvolgente è Timothée Chalamet, anche produttore del film insieme alla A2, mentre alla regia troviamo Josh Safdie – suo fratello Benny nel 2025 ha conquistato Venezia82 con “The Smashing Machine” –, autore anche del copione con Ronald Bronstein. L’opera prende le mosse dalla storia vera del campione di ping-pong Marty Reisman e del club newyorkese Lawrence’s Table Tennis. In anteprima al 63° New York Film Festival, “Marty Supreme” è cinema dal 22 gennaio con I Wonder Pictures puntando sul traino dei Premi Oscar, dove è in gara con 9 candidature tra cui film, regia e attore protagonista.
La storia. New York anni ’50, Marty Mauser lavora in un negozio di scarpe ma i suoi pensieri sono tutti direzionati al ping-pong. Sogna di andare a Londra per rappresentare il suo Paese ai British Open e ci riesce; lì si scontra con il giapponese Endo, che frantuma le sue ambizioni: è lui il più forte. Marty non si arrende all’evidenza e, una volta tornato negli Stati Uniti, fa di tutto per raccogliere i soldi necessari per sfidare di nuovo il suo avversario, questa volta in Giappone. A livello sentimentale, frequenta senza convinzioni la vicina di casa Rachel, da sempre innamorata di lui, e al contempo intrattiene una relazione con la famosa attrice Kay Stone, sposata con il magnate Milton Rockwell.
Accelerato, “nervoso” e incalzante. Così può essere definito “Marty Supreme”, film che esplora luci e (soprattutto) ombre del sogno americano, quello smodato e malsano, dove si è disposti a tutto per emergere. È quello che fa il protagonista Marty Mauser, un talento per capacità comunicative e abilità sportive al tavolo da tennis, ma incapace di costruire relazioni di senso. Centrato solo su se stesso, attraversa le vite degli altri per arrivare al suo obiettivo, ovvero diventare un campione e uscire dall’anonimato. Nel far questo abita le strade e i club di New York a caccia dell’occasione giusta, dell’incontro che cambi corso alla sua vita. La sonora sconfitta che gli impone Endo sulle prime avvita ancora di più la sua ossessione, ma a ben vedere attiva gradualmente in Marty anche un processo di cambiamento, che lo porterà a un faccia a faccia con se stesso. A ricentrarlo (forse) la paternità in arrivo, il figlio con Rachel.
Punto di forza di “Marty Supreme” è di certo l’interpretazione di Chalamet e dei suoi comprimari, come pure la regia grintosa e agitata di Safdie. Ad appesantire il film sono l’eccessiva lunghezza (150 minuti) e alcune dispersioni narrative. Complesso, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

In programmazione ordinaria. Per i temi in campo il film richiede un pubblico adulto e adolescenti accompagnati.

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