Interpreti e ruoli
Chris Pratt (Chris Raven), Rebecca Ferguson (Giudice Maddox), Kali Reis (Jacqueline Diallo), Chris Sullivan (Rob Nelson), Annabelle Wallis (Nicole Raven), Kylie Rogers (Britt Raven)
Soggetto
Stati Uniti, oggi. Chris Raven è un detective arrestato in stato di incoscienza e accusato di aver ucciso la moglie. L’uomo non ricorda nulla dell’accaduto, ma sa per certo di non essere stato lui. Finisce comunque davanti alla corte e a giudicarlo è Maddox, sistema di intelligenza artificiale che gli concede solo 90 minuti di tempo per dimostrare la sua innocenza, dopodiché sarà condanna ed esecuzione immediata. Chris si lancia in una corsa disperata contro la clessidra, provando a instillare il dubbio nel granitico sistema informatico…
Valutazione Pastorale
Se a giudicare i reati non fosse più un essere umano ma un integerrimo e (in)fallibile prototipo di intelligenza artificiale? Questa è la domanda che pone il film “Mercy: Sotto Accusa”, legal-thriller futuristico (ma neanche troppo) diretto da Timur Bekmambetov e interpretato da Chris Pratt, Rebecca Ferguson, Kali Reis e Chris Sullivan. Il film è nelle sale con Eagle Pictures dal 22 gennaio 2026.
La storia. Stati Uniti, oggi. Chris Raven è un detective arrestato in stato di incoscienza e accusato di aver ucciso la moglie. L’uomo non ricorda nulla dell’accaduto, ma sa per certo di non essere stato lui. Finisce comunque davanti alla corte e a giudicarlo è Maddox, sistema di intelligenza artificiale che gli concede solo 90 minuti di tempo per dimostrare la sua innocenza, dopodiché sarà condanna ed esecuzione immediata. Chris si lancia in una corsa disperata contro la clessidra, provando a instillare il dubbio nel granitico sistema informatico…
Ricorda non poco l’ottimo “Minority Report” (2002) di Steven Spielberg con Tom Cruise, da un racconto di Philip K. Dick. “Mercy. Sotto accusa” esplora il nostro possibile domani, una società che abdica competenze umane all’evoluzione tecnologica, lasciando campo libero all’intelligenza artificiale. Non solo, dunque, aerei o navi pilotate da computer, ma anche la giustizia governata da sistemi di intelligenza artificiale.
L’opera di Bekmambetov – suoi “Wanted” (2008) e “Ben-Hur” (2016) – ha il pregio di individuare approfondire un tema di stringente attualità; lo svolgimento narrativo incede agile e adrenalinico, depotenziato qua e là da semplificazioni secondo i canoni del cinema hollywoodiano un po’ fracassone, ma ad ancorare la storia sono gli interpreti, in testa Pratt e Ferguson. Una buona proposta nel terreno del legal-thriller, acuta ma senza troppi sussulti. Complesso, problematico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito sul tema dell'intelligenza artificiale.
