Portobello

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Carcere, Cronaca, Dialogo, Dolore, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Mass-media, Media, Metafore del nostro tempo, Politica-Società, Psicologia, Solidarietà
Genere
Biografico, Dramma giudiziario, Drammatico
Regia
Marco Bellocchio
Durata
Miniserie da 6 episodi, da 60'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Portobello
Distribuzione
HBO Max
Soggetto e Sceneggiatura
Marco Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari, Peppe Fiore
Fotografia
Francesco Di Giacomo
Musiche
Teho Teardo
Montaggio
Francesca Calvelli
Produzione
Lorenzo Mieli, Mario Gianani, Simone Gattoni. Casa di produzione: Our Films - Gruppo Mediawan, Kavac Film, Arte France, Rai Fiction, The Apartment Pictures - Gruppo Fremantle

Presentato fuori Concorso all’82a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2025)

Interpreti e ruoli

Fabrizio Gifuni (Enzo Tortora), Lino Musella (Giovanni Pandico), Barbora Bobulova (Anna Tortora), Romana Maggiora Vergano (Francesca Scopelliti), Davide Mancini (Raffaele Della Valle), Federica Fracassi (Gigliola Barbieri), Carlotta Gamba (Silvia Tortora), Giada Fortini (Gaia Tortora), Massimiliano Rossi (Pasquale Barra), Pier Giorgio Bellocchio. (Ugo), Alessio Praticò (Domenico Barbaro), Fausto Russo Alesi (Diego Marmo), Antonia Truppo . (Assunta Catone), Paolo Pierobon (Alberto Dall’Ora)

Soggetto

Roma, 1982. Enzo Tortora è uno dei più popolari e amati conduttori Tv. Il programma “Portobello” è il più seguito della Rai del tempo (raggiunge picchi di 28 milioni in prima serata) con il suo intrattenimento innovativo e spensierato. E tale successo è anche occasione di antipatia e invidia pericolosa: Giovanni Pandico, uomo del boss Raffaele Cutolo della Nuova Camorra Organizzata, quando decide di pentirsi e vuotare il sacco su crimini e gregari di Cutolo, per rivalsa segnala anche il nome di Tortora. Inizia così un incubo claustrofobico per il conduttore, arrestato all’alba del 17 giugno 1983 e condotto in carcere senza alcuna spiegazione…

Valutazione Pastorale

Dopo la miniserie “Esterno notte” (2022) sul rapimento e omicidio di Aldo Moro, il regista-sceneggiatore Marco Bellocchio torna alla serialità con un altro progetto di impegno civile, “Portobello”, raccontando l’incubo in cui è stato precipitato il noto conduttore Rai Enzo Tortora. Bellocchio racconta Tortora come la vittima di un’Italia confusa e volubile, incapace di alzare la voce davanti a un’ingiustizia bruciante. Protagonista Fabrizio Gifuni, nel cast anche gli ottimi Lino Musella, Barbora Bobulova e Romana Maggiora Vergano. Firmano il copione Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore. Prodotto da Our Films, Kavac Film, Arte France, Rai Fiction e The Apartment, “Portobello” è sulla piattaforma Hbo Max dal 20 febbraio 2026.
La storia. Roma, 1982. Enzo Tortora è uno dei più popolari e amati conduttori Tv. Il programma “Portobello” è il più seguito della Rai del tempo (raggiunge picchi di 28 milioni in prima serata) con il suo intrattenimento innovativo e spensierato. E tale successo è anche occasione di antipatia e invidia pericolosa: Giovanni Pandico, uomo del boss Raffaele Cutolo della Nuova Camorra Organizzata, quando decide di pentirsi e vuotare il sacco su crimini e gregari di Cutolo, per rivalsa segnala anche il nome di Tortora. Inizia così un incubo claustrofobico per il conduttore, arrestato all’alba del 17 giugno 1983 e condotto in carcere senza alcuna spiegazione…
Allo stesso modo di “Esterno notte”, Bellocchio ricostruisce con “Portobello” un dramma del nostro Paese: la tragedia di un singolo, di un innocente, che diventa emblema di un Paese smarrito, incapace di opporsi e ravvedersi all’errore, alla logica dell’indifferenza. Tortora è stato vergognosamente accusato, ma soprattutto inascoltato, lasciato a gridare la sua estraneità ai fatti nella sordità diffusa. Magistrati, giornalisti, la stessa Rai o il pubblico che lo seguiva e osannava diventano all’improvviso voci critiche che lo giudicano senza sollevare dubbi. Bellocchio descrive con grande intensità questo voltare le spalle verso quell’amico televisivo che entrava con il sorriso gentile nelle case degli italiani. Tutto a un tratto viene dipinto come traditore.
Il regista picchia duro sulla miopia grossolana nelle indagini, sulle frettolose procedure giudiziarie, ma anche sulla complicità del mondo dell’informazione che ha deciso di sbattere “il mostro” in prima pagina. “Enzo Tortora – sottolinea Bellocchio – è l’Italia di quegli anni, un vincitore, vittima di un inspiegabile errore compiuto da giudici onesti, in buona fede, che combattevano la criminalità, la camorra, rischiando la vita tutti i giorni (a Napoli più di un omicidio al giorno), ma che non vollero vedere, accecati da un’idea missionaria di giustizia, e che, ancora più inspiegabilmente, non vollero riconoscere il proprio errore…”.
Bellocchio governa la macchina da presa con piglio solido e grintoso, dimostrando grande maturità e disinvoltura narrativa, persino una freschezza di sguardo che “contraddice” la sua età anagrafica. A imprimere forza alla miniserie è anche l’interpretazione sentita, meticolosa, di Gifuni: come per Moro, sceglie di muoversi in sottrazione, con eleganza, lasciando emergere però sottopelle inquietudini e amarezze. La miniserie “Portobello” dimostra densità tematica e chiara qualità narrativa, un’analisi lucida e appassionata di una bruciante tragedia italiana. Consigliabile, problematica, per dibattiti.

Utilizzazione

Serie indicata per un pubblico adulto e di adolescenti. Per occasioni di battito.

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