Scarlet

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Avidità, Avventura, Dolore, Donna, Famiglia, Guerra, Metafore del nostro tempo, Morte, Potere, Solidarietà
Genere
Animazione, Azione, Drammatico
Regia
Mamoru Hosoda
Durata
111'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Giappone
Titolo Originale
Hateshinaki Scarlet
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Mamoru Hosoda
Fotografia
Ryo Horibe, Yohei Shimozawa, Yasushi Kawamura, Akiko Saito
Musiche
Taisei Iwasaki
Montaggio
Shigeru Nishiyama
Produzione
Yûichirô Saitô, Nozomu Takahashi, Toshimi Tanio, Nobuyuki Iinuma. Casa di produzione: Columbia Pictures, Sony, Studio Chizu, Nippon Television

Fuori Concorso all'82a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2025)

Interpreti e ruoli

Mana Ashida (Scarlet), Masaki Okada (Hijiri), Koji Yakusho (Claudius)

Soggetto

Medioevo, Scarlet è una principessa molto amata dal padre. Il re è appena tornato da una campagna bellica e ha occhi solo per la figlia. Il fratello del sovrano ordisce un piano che porta all’uccisione prima del re, per usurparne il trono, e poi all’avvelenamento della giovane. Scarlet così si ritrova in un non-luogo, in un limbo tra la morte e l’aldilà, disseminato da uomini tormentati in cerca di salvezza. Scarlet non si dà pace, desidera solo trovare il modo di vendicare il padre e uccidere lo zio. Nel regno dei morti si imbatte anche in un infermiere che proviene dalla Tokyo contemporanea. Grazie a lui Scarlet fa esperienza di un modo nuovo di rapportarsi con la vita, o con quel che ne resta, riflettendo soprattutto sul “senso” della vendetta…

Valutazione Pastorale

“Mentre assistiamo a conflitti strazianti in tutto il mondo, credo che trovare l’amore e scegliere di vivere insieme, uniti, sia ciò che ci porterà verso una vita migliore”. Così il regista-sceneggiatore giapponese Mamoru Hosoda presentando all'82ma Mostra del Cinema della Biennale di Venezia il suo nuovo film animato “Scarlet”, avvincente dramma epico che ruota su temi universali, di stringente attualità: vendetta, pace e amore. Targato Sony Pictures, il film è nei cinema dal 19 febbraio 2026 con Eagle Pictures.
La storia. Medioevo, Scarlet è una principessa molto amata dal padre. Il re è appena tornato da una campagna bellica e ha occhi solo per la figlia. Il fratello del sovrano ordisce un piano che porta all’uccisione prima del re, per usurparne il trono, e poi all’avvelenamento della giovane. Scarlet così si ritrova in un non-luogo, in un limbo tra la morte e l’aldilà, disseminato da uomini tormentati in cerca di salvezza. Scarlet non si dà pace, desidera solo trovare il modo di vendicare il padre e uccidere lo zio. Nel regno dei morti si imbatte anche in un infermiere che proviene dalla Tokyo contemporanea. Grazie a lui Scarlet fa esperienza di un modo nuovo di rapportarsi con la vita, o con quel che ne resta, riflettendo soprattutto sul “senso” della vendetta…
È un grande racconto epico, che accosta suggestioni nipponiche con temi e valori di matrice universale, da sempre al centro di poemi, tragedie e pagine di letteratura. Scarlet ha perso tutto per la tracotanza dello zio, bramoso di potere, incurante del prossimo, persino dei suoi familiari (non siamo distanti dall’universo narrativo de “Il Trono di Spade”). Scarlet è privata di tutto, persino della sua stessa vita, così in un limbo senza ascisse e ordinate non pensa ad altro che a potersi vendicare. Incede come una guerriera senza sentimenti, la cui unica preoccupazione è la vendetta. Una granitica convinzione che vacilla però incontrando l’umanità varia lungo il suo peregrinare, in primis un infermiere della Tokyo contemporanea.
Mentre Scarlet vorrebbe sfoderare la spada con chiunque, l’infermiere è sempre pronto a porgere l’altra guancia e a soccorrere chi è ferito, nemici compresi. La sua è una scuola di umanità, che alla fine fa breccia nella dura armatura di Scarlet. Grazie a lui la ragazza (ri)scopre la tenerezza, quella provata in passato con il padre, e inizia a meditare su perdono e pacificazione.
Un’animazione curata e suggestiva, tipica dei canoni espressivi nipponici. Al di là però del linguaggio animato, i temi in campo sono avvincenti ed edificanti per le giovani generazioni, target del film. Un’opera che coinvolge e conquista. Consigliabile, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

Programmazione ordinaria. Per i temi in campo il film si direziona a un pubblico adulto e di adolescenti.

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