Interpreti e ruoli
Fabrizio Ferracane (Beniamino Zuncheddu), Michele Riondino (Mauro Trogu), Paola Giannini (Elisa Osanna), Jacopo Cullin (Simone Montaldo), Geppi Cucciari (Irene Testa), Philippine Leroy-Beaulieu (Francesca Nanni), Francesco Colella (Procuratore Piantoni), Valentino Mannias (Franco Sau nel 1991), Alessandro Gazale (Franco Sau), Giuseppe Gaiani (Presidente Corte d'appello), Riccardo Lai (Antonio Mura nel 1991), Luciano Curreli (Antonio Mura), Laura Mura (Augusta), Giuseppe Ungari (Piero), Antonio Sotgiu (Beniamino nel 1991), Nina Viola Dessì (Augusta nel 1991), Veronica Trova (Maria Luigia)
Soggetto
Cagliari 2017, l’avvocato Mauro Trogu viene contattato dalla famiglia Zuncheddu perché studi le carte del caso che riguarda il fratello Beniamino, condannato all’ergastolo nel 1991 con l’accusa di triplice omicidio. Trogu scopre che l’iter processuale presenta errori e superficialità investigative, sposa quindi la causa “pro bono” e richiede una revisione del processo. Inizia così una serrata battaglia legale per avere giustizia…
Valutazione Pastorale
“Zustìssia non è solo il racconto di un errore giudiziario. È la storia di un uomo a cui è stata rubata la vita, di una comunità che non ha mai smesso di credere nella sua innocenza, e di un giovane avvocato che, contro ogni logica e convenienza, ha deciso di lottare fino in fondo”. Sono le parole di Francesco Piras nel raccontare “Zustìssia”, il suo primo lungometraggio, la storia vera di Beniamino Zuncheddu, pastore sardo accusato ingiustamente di omicidio nel 1991 e condannato all’ergastolo; una pena scontata per trentatré anni prima di arrivare finalmente alla verità. “Zustìssia” è espressione di un cinema di impegno civile, solido e incalzante, sceneggiato da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, dal libro “Io sono innocente” scritto da Zuncheddu e dal suo legale Mauro Trogu. A produrre con convinzione l’opera Carlo Degli Esposti con la Palomar insieme a PiperFilm, Rai Cinema e Netflix. Protagonisti Fabrizio Ferracane, Michele Riondino, Paola Giannini, Jacopo Cullin e Geppi Cucciari. In sala dal 15 ottobre 2026 con PiperFilm.
La storia. Cagliari 2017, l’avvocato Mauro Trogu viene contattato dalla famiglia Zuncheddu perché studi le carte del caso che riguarda il fratello Beniamino, condannato all’ergastolo nel 1991 con l’accusa di triplice omicidio. Trogu scopre che l’iter processuale presenta errori e superficialità investigative, sposa quindi la causa “pro bono” e richiede una revisione del processo. Inizia così una serrata battaglia legale per avere giustizia…
“Questo film – indica Piras – è un atto politico perché indaga la frattura profonda tra cittadino e istituzioni, mettendo a nudo la vulnerabilità dell’individuo di fronte al potere. E un atto poetico perché affonda lo sguardo nell’uomo, nella fragilità dello spirito e del corpo, e nei luoghi, che diventano testimoni silenziosi di un’ingiustizia durata trentatré anni”.
“Zustìssia” è un film bellissimo. Più che indignare lo spettatore davanti a un’amara, rumorosa, ingiustizia subita da un uomo semplice, l’opera diventa un appassionante e commovente racconto di riscatto. Attraverso la parabola di Zuncheddu e Trogu lo spettatore sperimenta un cammino di resilienza e riconquista della verità; una battaglia nel perimetro della legge, dove una Giustizia “buona” arriva a riparare gli errori e le “superficialità” di una Giustizia “malata”.
Un’opera coraggiosa, governata con misura e controllo, corroborata da un valido copione e da un magnifico cast. Un film che si ama al primo sguardo, da approfondire anche in ambito educativo. Consigliabile, realistico-poetico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.
