Giovani, scuola e desideri di futuro. In sala “Domani interrogo” e “Tienimi presente”

sabato 21 Febbraio 2026
Un articolo di: Sergio Perugini

Tra disillusione e voglia di riscatto. Su questo tracciato due titoli italiani in sala a febbraio, presentati alla 20a Festa del Cinema di Roma. Il primo è “Domani interrogo” di Umberto Carteni, dal romanzo-storia vera di Gaja Cenciarelli, che affronta l’anno scolastico di una professoressa chiamata a riaccendere la fiducia in una quinta liceo prossima alla maturità, in ragazzi di periferia assaliti da sconforto e disaffezione scolastica. Anna Ferzetti regala un’interpretazione ottima, misurata. In sala anche “Tienimi presente” di e con Alberto Palmiero, Miglior opera prima alla Festa di Roma, racconto impastato della biografia del giovane autore che esplora le incertezze di un quasi trentenne che non vede tracce di futuro. Un’opera dolce e dolente, che brilla di talento. Produce Marco Bellocchio.

“Domani interrogo” (Cinema, 19.02.26)
Ricorda “La scuola”, brillante e acuto film di Daniele Luchetti del 1995 dai romanzi di Domenico Starnone, l’eroismo tragicomico del prof. Vivaldi (Silvio Orlando) e il suo rapporto trascinante con i ragazzi di un liceo romano. A distanza di trent’anni, e sull’esperienza vera di Gaja Cenciarelli, esce nelle sale “Domani interrogo” di Umberto Carteni, con un’incisiva Anna Ferzetti nei panni di una professoressa che non desiste davanti alla rassegnazione di una classe senza più fiducia nella scuola. Presentato ad Alice nella Città – 20a Festa del Cinema di Roma, è prodotto da On Production, Rai Cinema, Vision Distribution e Disney+.
La storia. Roma, oggi. A una professoressa di Inglese sulla quarantina, che abita nella cornice borghese di Monteverde, viene assegnato un liceo di periferia. Lì deve accompagnare alla maturità una quinta composta da ragazzi con esistenze fragili e difficili, demotivati nei confronti della formazione scolastica e convinti che le loro vite non cambieranno con un pezzo di carta. Lei, per tutti “professorè”, non si arrende, non accetta questo destino ineluttabile…

“Il film – indica il regista – non vuole ‘salvare’ i ragazzi né trasformare la Professoressa in un’eroina senza macchia. È piuttosto il racconto di un incontro: quello tra generazioni che si temono e si fraintendono, ma che nella frizione trovano una possibilità di verità. La ‘Pressorè’ non cambia i ragazzi in modo miracoloso: li ascolta, li sfida, li tradisce e viene tradita, ma soprattutto li accompagna. E così loro cambiano lei”. “Domani interrogo” è un racconto privo di artifici visivi e narrativi, che punta ad aprire uno squarcio di verità sui giovani di oggi, colti nella paura di un futuro immobile, a tratti respingente. I protagonisti – bravissimi i giovani interpreti! – mostrano forza e vulnerabilità; appaiono all’inizio aggressivi e diffidenti nei confronti della “professorè”, non vogliono ascoltarla, perché le sue parole risultano vane e vuote. La vita sembra avergli già voltato le spalle, e per loro la speranza è sbiadita. Ma la prof., resa senza enfasi o eroismi, non demorde. Non arretra. Con coraggio li pungola, li ascolta e incalza, fino a riaffermare in loro la voglia di mettersi in gioco. “Come professori – rimarca la Cenciarelli – siamo obbligati a non arrenderci. Abbiamo un obbligo morale”.


“Domani interrogo” è un film riuscito e convincente, al di là di qualche piccola imperfezione. Uno sguardo ruvido e onesto sull’affanno del mondo della scuola, tra docenti e studenti. Una scuola sempre più esposta a erosioni e difficoltà, ma che resta un prezioso avamposto culturale e sociale, una roccaforte di speranza. Di futuro. Consigliabile, problematico, per dibattiti.

Cerimonia di Premiazione

“Tienimi presente” (Cinema, 26.02.26)
Che bella sorpresa! Si ama con facilità “Tienimi presente” di Alberto Palmiero, Premio opera prima alla 20a Festa del Cinema di Roma. Un racconto che brilla per semplicità e profondità, cogliendo lo spaesamento di un giovane che fatica a trovare posto nel mondo. Targato Kavac Film e Rai Cinema, è prodotto da Marco Bellocchio e distribuito da Fandango.
La storia. Alberto è un giovane laureato e specializzato in Cinema che si avvicina ai trent’anni. Si sente senza meta, tradito dalla sua passione. Assalito da incertezze, abbandona Roma e torna a vivere per qualche tempo dai suoi genitori ad Aversa. Lì, frequentando gli amici di sempre, si mette in ascolto di sé, delle sue fragilità ma anche dei suoi desideri, ritrovando piano piano la voglia di domani, il desiderio di tornare a “sporcarsi” con la vita…

“Avvicinarsi ai trent’anni – afferma il regista – può far sentire il peso di essere ‘in ritardo’, di non essere dove si pensava di arrivare. (…) ‘Tienimi presente’ è stato scritto nei luoghi della mia infanzia, mentre cercavo di trasformare la frustrazione del ritorno in qualcosa di costruttivo. Un processo di autoanalisi che ha avuto anche una funzione catartica”. Palmiero ha diretto, interpretato e scritto (con Davide de Rosa) un film splendido, arioso. Uno sguardo tragicomico su un momento di stallo, creativo ed esistenziale, di un giovane dai desideri spiaggiati: dopo tanto studio e impegno, l’amarezza di ritrovarsi al crocevia dei trent’anni con una vita che ancora non prende forma. Lo sguardo sul singolo che si fa paradigma generazionale.


“Tienimi presente” è un’opera acuta, sincera, che volteggia su note dolci e dolenti. Ci mostra la fragilità di giovani assaliti dalle pressioni di una società che corre veloce ed è spesso iniqua; un racconto autobiografico che non sosta sul senso di sconfitta, ma elabora e mette in condivisione tale stato come una parabola di riscatto, dove i sogni hanno ancora diritto di cittadinanza. Un’opera prima luminosa, che conquista. Consigliabile, semplice-poetico, per dibattiti.

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