Il Vangelo di Giuda

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Gesù, Tematiche religiose
Genere
Drammatico, Drammatico-religioso
Regia
Giulio Base
Durata
93'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Italia, Polonia
Titolo Originale
Il Vangelo di Giuda
Distribuzione
Film Club Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Giulio Base
Fotografia
Giuseppe Riccobene
Musiche
Checco Pallone
Montaggio
Micaela Natascia Di Vito
Produzione
Tiziana Rocca, Gianluca Curti, Alessandro Leone, Marta Leone, Santo Versace. Casa di produzione: Agnus Dei, Minerva Pictures, Agresywna Banda, Rai Cinema

Presentato alla 78° Locarno Film Festival (2025)

Interpreti e ruoli

Giancarlo Giannini (Giuda, voce narrante), Vincenzo Galluzzo (Gesù), Paz Vega (Maria), Rupert Everett (Caifa), John Savage (Giuseppe), Darko Perić (Pietro), Tomasz Kot (Simone), Abel Ferrara (Erode), Vittorio Base (Giovanni), Alessandro Chiappetta (Filippo), Ada Roncone (Maria Maddalena)

Soggetto

Gerusalemme, monte Golgota, Gesù spira sulla croce, e nello stesso momento Giuda non poco distante si sta togliendo la vita. La sua voce conduce lo spettatore a riavvolgere il filo della sua storia, da un’infanzia infelice in una casa di prostituzione dove è prima vittima di abusi e poi ne diventa l’amministratore, gestendo anche la vita della sorella Maddalena. Intelligente e scaltro, rimane spiazzato dall’incontro con Gesù. Il suo entusiasmo per il Messia va però di pari passo con diffusi dubbi…

Valutazione Pastorale

Giulio Base è un regista, sceneggiatore e attore con una carriera quarantennale. Direttore in carica del Torino Film Festival, nel corso degli anni ha alternato cinema e Tv, dimostrando grande attenzione ai temi religiosi. Tra i suoi titoli: “Padre Pio”, “L’inchiesta” e “Bar Giuseppe”. Ora è nei cinema con “Il Vangelo di Giuda”, presentato al 78° Locarno Film Festival. Base ha diretto, scritto e prodotto il film che racconta la vita, la Passione e la morte di Gesù attraverso lo sguardo dubitante dell’apostolo Giuda. Tra gli interpreti Giancarlo Giannini (voce narrante), Rupert Everett, Paz Vega e Vincenzo Galluzzo. Prodotto da Agnus Dei, Minerva Pictures e Rai Cinema, è nelle sale dal 2 aprile.
La storia. Gerusalemme, monte Golgota, Gesù spira sulla croce, e nello stesso momento Giuda non poco distante si sta togliendo la vita. La sua voce conduce lo spettatore a riavvolgere il filo della sua storia, da un’infanzia infelice in una casa di prostituzione dove è prima vittima di abusi e poi ne diventa l’amministratore, gestendo anche la vita della sorella Maddalena. Intelligente e scaltro, rimane spiazzato dall’incontro con Gesù. Il suo entusiasmo per il Messia va però di pari passo con diffusi dubbi…
Forte di una solida esperienza cinematografica ma anche di studi teologici, Base decide di confrontarsi con Gesù e il dramma della Passione scegliendo però un iter narrativo “atipico”, meno ricorrente nella vasta e varia storia del cinema cristologico. Adotta come punto di osservazione l’apostolo che ha tradito Cristo. Tratteggia in parallelo le due storie, le due morti avvenute lo stesso giorno: il primo sulla Croce per la salvezza dell’uomo, il secondo nella vergogna per impiccagione. Una morte che Base vuole collegare, per tracciare una relazione quasi “necessaria”.
Con richiami a molti titoli cinematografici, in testa “L’ultima tentazione di Cristo” di Scorsese – qua e là rimandi a Pasolini, Zeffirelli e alla serie “The Chosen” –, Base compone un suo personale sguardo sulla vita e morte di Cristo partendo dalla posizione del traditore, di colui che ha scelto di abitare il male, raccontandone anche le fragilità che lo hanno spinto nella vertigine del peccato. Nel film non inquadra mai Giuda, ma lo lascia di spalle attivando nello spettatore l’idea di aderire al suo sguardo, di entrare in soggettiva nella storia. Il regista desidera dare umanità e profondità alla figura di Giuda, affinché emerga in maniera più complessa, espressione di un’umanità imperfetta e incline alla caduta.
Stilisticamente, il racconto è ruvido, spigoloso, senza abbellimenti. Un’opera interessante e audace, da gestire con prudenza a livello tematico, proprio per le libertà narrative assunte che possono essere soglia, se non adeguatamente mediate, di smarrimento. Complesso, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

Per la corretta gestione dei temi in campo, il film si direzione verso un pubblico adulto e di adolescenti accompagnati.

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