Amarga Navidad

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Arte, Dialogo, Dolore, Donna, LGBTQ+, Mass-media, Media, Morte
Genere
Drammatico, Psicologico
Regia
Pedro Almodovar
Durata
111'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Spagna
Titolo Originale
Amarga Navidad
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Pedro Almodóvar
Fotografia
Pau Esteve Birba
Musiche
Alberto Iglesias
Montaggio
Teresa Font
Produzione
Agustín Almodóvar. Casa di produzione: El Deseo

Presentato in competizione al 79° Festival di Cannes (2026)

Interpreti e ruoli

Barbara Lennie (Elsa), Leonardo Sbaraglia (Raúl), Aitana Sanchez-Gijon (Mónica), Victoria Luengo (Patricia), Patrick Criado (Bonifacio), Milena Smit (Natalia), Quim Gutierrez (Santi), Gloria Muñoz (madre di Elsa), Rossy De Palma (Gabriela)

Soggetto

Isola di Lanzarote 2004, Elsa è una regista di spot pubblicitari che sta provando a terminare la sceneggiatura di un film. Si è rifugiata nella bellissima isola vulcanica per sfuggire a emicranie e attacchi di panico. Lì davanti alla pagina vuota del computer rilegge il suo rapporto con la madre scomparsa e con il compagno Bonifacio. Madrid 2026, il regista-sceneggiatore Raul Rossetti è al computer, faticando a chiudere il copione del suo nuovo film che ha come protagonista proprio Elsa. Due piani temporali, narrativi, giocati tra realtà e finzione, si incontrano, si intrecciano e procedono in parallelo…

Valutazione Pastorale

Nel 2024 ha vinto il Leone d’oro all’81a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia con “La stanza accanto”, il suo primo film in lingua inglese. Il regista spagnolo Pedro Almodóvar, a due anni di distanza torna in concorso al Festival di Cannes, dove è di casa, con “Amarga Navidad”, di cui firma anche la sceneggiatura. Targato come sempre El Deseo e Warner Bros., il film è nei cinema dal 21 maggio. Protagonisti Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia e Aitana Sánchez-Gijón. Un racconto tra biografia e autofiction, tra cinema e metacinema, che esplora il blocco creativo di un autore, la sua fuga dalla realtà nel proprio alter ego, tra irrisolti, malattie e dolori dagli echi lontani.
La storia. Isola di Lanzarote 2004, Elsa è una regista di spot pubblicitari che sta provando a terminare la sceneggiatura di un film. Si è rifugiata nella bellissima isola vulcanica per sfuggire a emicranie e attacchi di panico. Lì davanti alla pagina vuota del computer rilegge il suo rapporto con la madre scomparsa e con il compagno Bonifacio. Madrid 2026, il regista-sceneggiatore Raul Rossetti è al computer, faticando a chiudere il copione del suo nuovo film che ha come protagonista proprio Elsa. Due piani temporali, narrativi, giocati tra realtà e finzione, si incontrano, si intrecciano e procedono in parallelo…
“Il colore scuro, nero di Lanzarote – indica Almodóvar – un’isola vulcanica, è molto drammatico, molto cinematografico e molto mentale. Un paesaggio perfetto per sparire, per nascondersi, per osservare un lutto o per morire”. “Amarga Navidad” è un racconto di vite bloccate, sulla soglia, tra realtà e finzione. Il regista Raul, possibile proiezione di Almodóvar, vive uno stallo creativo e non riesce a completare l’ossatura della nuova storia. Ferito dalla vita e messo alla prova da malesseri psicofisici, riversa sulla sua protagonista di carta, Elsa, le medesime sfide. Elsa è dunque anche lei un alter ego, che si rifugia nella quiete lunare di Lanzarote, in una maestosa villa nel nulla. Lì riavvolge il nastro dei ricordi, rielabora i traumi subiti, che le provocano attacchi di panico. Almodóvar si guarda allo specchio e proietta le sue inquietudini in un doppio: Raul ed Elsa, autore e creatura letteraria. Una moltiplicazione di punti di vista sulla vita, la morte, il dolore, la difficoltà di reagire al lutto e agli affanni della vita di coppia (Raul e Santi, Elsa e Bonifacio, Mónica ed Elena).
“Amarga Navidad” è un film dall’habitus formale sofisticato, splendido per scenografie, fotografia e colonna sonora di Alberto Iglesias. Almodóvar dirige con mestiere ed eleganza, c’è poco da dire. Il problema qui è la sceneggiatura: incerta e ondivaga, che non tiene il passo dell’estetica. Un’opera di transito. Irrisolta. Complesso, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

Per i temi in campo, il film si direziona verso un pubblico adulto.

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