Benvenuti in campagna

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Amore-Sentimenti, Animali, Bambini, Ecologia, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Giambattista Avellino
Durata
96'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Benvenuti in campagna
Distribuzione
Vision Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Michele Abatantuono, Lara Prando
Fotografia
Roberto Forza
Musiche
Francesco Cerasi
Montaggio
Luciana Pandolfelli
Produzione
Wildside, società del gruppo Fremantle, Alfred Filme Vision Distribution in collaborazione con SKY, in collaborazione con Disney+

Interpreti e ruoli

Giulia Bevilacqua (Ilaria), Maurizio Lastrico (Gerry), Andrea Pennacchi (Mauro), Giorgio Colangeli (Nonno Ivano), Luca Ravenna (Vicino)

Soggetto

Gerardo Fontana, detto Gerry, è un ricercatore universitario precario, Ilaria, sua moglie, è una poliziotta sempre in strada alle prese con la gestione del traffico cittadino. Giulio, il loro figlio adolescente, passa il suo tempo attaccato al cellulare, totalmente negato per qualsiasi tipo di sport e senza amici della sua età. Influenzati da una coppia di stravaganti amici, decidono quindi di dare una svolta alle loro vite trasferendosi in campagna. Cosa ci può essere di meglio che abitare in un casale tra le colline, coltivare la terra e vivere dei suoi prodotti vendendoli al mercato locale?

Valutazione Pastorale

“Benvenuti in campagna” diretto da Giambattista Avellino (suoi “Il 7 e l’8” e “La matassa”, entrambi con il duo comico Ficarra e Picone), su copione di Michele Abatantuono e Lara Prando (“Una terapia di gruppo” e “Tre di troppo”), è una piacevole commedia che richiama alla memoria il classico hollywoodiano “La casa dei nostri sogni”, film del 1948 diretto da Henry C. Potter con Cary Grant e Myrna Loy.
La storia. Gerardo Fontana, detto Gerry, è un ricercatore universitario precario, Ilaria, sua moglie, è una poliziotta sempre in strada alle prese con la gestione del traffico cittadino. Giulio, il loro figlio adolescente, passa il suo tempo attaccato al cellulare, totalmente negato per qualsiasi tipo di sport e senza amici della sua età. Influenzati da una coppia di stravaganti amici, decidono quindi di dare una svolta alle loro vite trasferendosi in campagna. Cosa ci può essere di meglio che abitare in un casale tra le colline, coltivare la terra e vivere dei suoi prodotti vendendoli al mercato locale? Cosa potrebbe andare storto? Tutto: la fatica è tanta ma il raccolto è scarso; corrente e riscaldamento non funzionano, i boschi intorno sono pieni di cinghiali. Senza contare i vicini decisamente singolari: Luca, un milionario che si diverte a fare il contadino facendo lavorare gli altri, e Mauro, solitario e di poche parole, che suscita l’ammirazione e il rispetto di Giulio, e l’insofferenza di Gerry, che vede in lui un pericoloso “rivale” nel rapporto con il figlio. I mesi passano e così, pur avendo Gerry e Ilaria ritrovato la passione che lo stress e la routine cittadina avevano eroso (avranno una bambina), l’incalzare dei problemi economici li “costringono” a vendere il casale e tornare in città.
“Benvenuti in campagna” è un racconto semplice, con uno svolgimento abbastanza prevedibile, ma non del tutto priva di qualche sorpresa, soprattutto nel finale. Buono il cast: Maurizio Lastrico nei panni di Gerry e Andrea Pennacchi nel ruolo forse più interessante del film, quello dell’enigmatico e scontroso Mauro. L’evolversi del suo rapporto con Giulio, l’affetto e la considerazione che il ragazzo gli riserva suscitano l’inconscia e non del tutto immotivata gelosia di Gerry, e la sua storia che scopriremo alla fine sono tra i momenti più coinvolgenti del film. Respingente quanto basta Luca Ravenna, nel ruolo del ricco, inopportuno vicino. Un filo sopra le righe Giulia Bevilacqua nel ruolo di Ilaria: stressata, esagerata, facile preda di repentini entusiasmi e scoppi d’incontenibile ira.
Una sceneggiatura più accurata avrebbe sicuramente fornito qualche spunto di riflessione in più, ma il film si rivela comunque una discreta occasione di svago per un ampio range di pubblico. Sicuramente “azzeccata” la colonna sonora: una canzone del 1970 di Nino Ferrer “Viva la campagna”. Consigliabile, semplice-brillante.

Utilizzazione

In programmazione ordinaria.

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