Dentro la Tv: Su Netflix lo spin-off “Berlino e la Dama con l’ermellino” con Pedro Alonso

lunedì 25 Maggio 2026
Un articolo di: Sergio Perugini

Continuare o fermarsi? È l’interrogativo che si pongono – o dovrebbero porsi – produttori, vertici di Tv lineari oppure delle piattaforme di fronte al successo di una serie. Un dilemma che riguarda anche il mondo del cinema. Il trionfo di un titolo, con annessi introiti tra box office, visualizzazioni e premi, rappresenta una pericolosa tentazione: allungare la vita creativa dell’opera, aggiungendo sequel, prequel e spin-off. Un voler capitalizzare il traguardo raggiunto, esponendosi all’inevitabile rischio di annacquarne sostanza e smarrirne senso creativo. Tra gli esempi: “Il Trono di Spade” (2011-19, Hbo), serie cult assediata da tanti, troppi, prequel e spin-off. Hanno fatto bene, allora, i Duffer Brothers a mettere un punto finale alla loro saga cult “Stranger Things” (2016-25, Netflix) o cederanno alla tentazione di ritornare a Hawkins? E ancora, servivano davvero i tre film cinematografici dopo la conclusione di “Downton Abbey” (2011-16), serie britannica dei record firmata Julian Fellowes? Gli autori, ma soprattutto i produttori, dovrebbero trovare il coraggio di fermarsi in tempo, prima di “avvelenare” le proprie creature a colpi di ripetitività e stanchezza narrativa. Ultimo caso in evidenza è la serie “Berlino e la Dama con l’ermellino”, seconda stagione dedicata al personaggio del ladro Berlino da “La casa di carta” su Netflix.

BLUE MONKEYS II Pedro Alonso as Berlín in episode 05 of BLUE MONKEYS II. Cr. Felipe Hernández/Netflix © 2025

La storia. Spagna, Berlino e la sua banda di ladri di opere d’arte e gioielli sta per mettere a segno un nuovo colpo: “La Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, in prestito a un museo di Sevilla. Lui e i suoi vengono “assoldati” dall’influente duca Álvaro Hermoso de Medina. Berlino, però, non è un ladro comune, e fatica a essere messo in scacco da qualcuno…

Pros&Cons. “La casa di carta” firmata Álex Pina – noto anche “Los Serrano” (2003-08), in Italia riadattata con il titolo “I Cesaroni” (dal 2006) – è diventata una serie cult grazie a Netflix. Sviluppata per la Tv spagnola, Antena 3, ha trovato poi grande seguito ovunque con la valorizzazione del titolo da parte del colosso streaming che ha tramutato la banda di ladri alla “Robin Hood” con le maschere in stile Salvador Dalì e al canto di “Bella ciao” in un fenomeno da binge-watching globale tra il 2017 e il 2021. Sull’onda di tale, inebriante, successo Pina e Netflix hanno lavorato a un nuovo progetto dalle ceneri di quella serie: lo spin-off “Berlino”. Nel dicembre 2023 è stata rilasciata così “Berlino e i gioielli di Parigi”, seguita nel maggio 2026 da “Berlino e la Dama con l’ermellino”. Che dire? Buone le intenzioni, ma risultato modesto e alla lunga noioso. Validi messa in scena, cast e location, ma quello che latita purtroppo è l’ossatura del racconto: la sceneggiatura è stiracchiata, inverosimile e preda di inutili digressioni. I personaggi vedono quindi sbiadire la vis della loro caratterizzazione diventando macchiette. Il racconto giallo brillante, sul tracciato degli “heist movie” (giocati su un grande furto), smarrisce appeal e pathos, riducendosi a mero fuoco d’artificio di intrattenimento che però perde “memorabilità” al termine della visione. Complesso, problematico-superficiale.

La casa di carta

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