Il silenzio degli altri. Sorda

Valutazione
Consigliabile, poetico, Realistico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amore-Sentimenti, Dialogo, Disabilità, Donna, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Lavoro, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo, Politica-Società
Genere
Drammatico, Psicologico
Regia
Eva Libertad
Durata
99'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Spagna
Titolo Originale
Sorda
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Eva Libertad
Fotografia
Gina Ferrer
Musiche
Aránzazu Calleja
Montaggio
Marta Velasco
Produzione
Miriam Porté, Nuria Muñoz Ortín, Adolfo Blanco. Casa di produzione: Distinto Films, Nexus CreaFilms, A Contracorriente Films

In competizione al 75° Festival internazionale del cinema di Berlino (2025), sezione Panorama, ha vinto il Premio del pubblico.

Interpreti e ruoli

Miriam Garlo (Ángela ), Álvaro Cervantes (Héctor ), Elena Irureta (Elvira), Joaquín Notario (Fede)

Soggetto

Spagna oggi, Ángela è una donna sorda prossima ai quarant’anni, sposata con Héctor e impiegata come artigiano in una piccola azienda che produce manufatti di terracotta. I due scoprono di aspettare una figlia e la gravidanza genera in loro felicità e timori. Ángela, in particolare, si interroga se la piccola avrà una disabilità come la sua oppure sarà udente come il padre. Paure e pensieri che diventano piano piano ingombranti nel dialogo della coppia…

Valutazione Pastorale

Preceduto da numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio del pubblico al 75° Festival di Berlino e il Lux Award del Parlamento europeo, arriva nelle sale italiane “Il silenzio degli altri. Sorda” primo lungometraggio scritto e diretto dalla spagnola Eva Libertad, che prende le mosse dal suo cortometraggio “Sorda” (2021). Uno sguardo realistico, attento, lontano da stereotipi, su una donna con disabilità uditiva nel rapportarsi con la maternità, tra aspettative, ansie e timori. Protagonisti Miriam Garlo e Álvaro Cervantes. Nei cinema dal 28 maggio 2026 con Lucky Red.
La storia. Spagna oggi, Ángela è una donna sorda prossima ai quarant’anni, sposata con Héctor e impiegata come artigiano in una piccola azienda che produce manufatti di terracotta. I due scoprono di aspettare una figlia e la gravidanza genera in loro felicità e timori. Ángela, in particolare, si interroga se la piccola avrà una disabilità come la sua oppure sarà udente come il padre. Paure e pensieri che diventano piano piano ingombranti nel dialogo della coppia…
“Questo film – indica la regista – non mira a essere una tesi sulla sordità. Non ho mai pensato ad Ángela come a una rappresentante della comunità dei non udenti, ma come a una donna che cerca di capire che tipo di madre essere, che cerca di affrontare i problemi che emergono nella sua relazione, che ha un rapporto difficile con i suoi genitori e che desidera che sua figlia sappia chi è, e la ami… e che, tra le altre cose, è sorda”.
La Libertad ha firmato un’opera prima che lascia il segno. Un film denso e profondo, per i temi che affronta, ma dal passo lieve. Il suo sguardo indaga l’animo dei protagonisti, Ángela ed Héctor, il loro percorso come coppia: prima uniti, solidali, poi divisi dall’esperienza della genitorialità. Entrambi vorrebbero aiutarsi, sostenersi, nel governare tutte quelle paure e desideri che assalgono i neogenitori. A generare frizioni la disabilità di Ángela: lei si sente esclusa, sbalzata fuori dal nido familiare, incompresa. Vorrebbe essere accettata per quello che è, come moglie e madre sorda. Per il marito Héctor, però, la sua sordità non è un problema; il suo amore per Ángela è granitico e la sua disabilità non è mai stata un ostacolo. Solo che le tensioni e le responsabilità generate dal diventare genitori creano smarrimenti e rendono il dialogo faticoso.
A dare una scossa alla prospettiva spettatoriale è una soluzione di regia bellissima e dirompente, che ricorda molto “Sound of Metal” (2019): nei volteggi finali dell’opera la Libertad azzera l’audio e crea una soggettiva uditiva con il personaggio di Ángela. Ci offre il suo punto di osservazione, mettendo in “condivisione” la sua disabilità, le sfide e le barriere relazionali cui si deve misurare quotidianamente. Una soluzione stilistica di grande impatto e delicatezza. Un film splendido, profondo, da vedere. Consigliabile, realistico-poetico, per dibattiti.

Utilizzazione

Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.

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