Dentro la Tv. Su Netflix la serie “Ovunque tu sia” dal giallista Harlan Coben
martedì 14 Luglio 2026
Un articolo di:
Sergio Perugini
Misteri sotto il sole. Non è solo un consolidato fenomeno editoriale, il consumo di gialli e thriller con l’avanzare della calura estiva, ma anche un successo che si riverbera tra Tv lineare e piattaforme. Tra i giallisti oggi più noti lo scrittore statunitense Harlan Coben, apprezzato non solo nella terra a “stelle e strisce” ma anche in Europa: i primi adattamenti dei suoi romanzi sono stati in Francia, in particolare “Non dirlo a nessuno” (2006) di Guillaume Canet. A fare la differenza nella popolarità dello scrittore è però la collaborazione con Netflix, con cui ha firmato un accordo pluriennale: sono nate così le serie “The Stranger” (2020) con Richard Armitage, “Un inganno di troppo” (2024) con Michelle Keegan e “Missing You” (2025) con Rosalind Eleazar, tutte ambientate nel Regno Unito. Dal 18 giugno 2026 un nuovo progetto sempre su Netflix, questa volta ambientato tra New York e Boston: è “Ovunque tu sia” (“I will find you”), serie creata da Robert Hull con Coben anche in veste di produttore. Protagonisti Sam Worthington (è Jake Sully del ciclo “Avatar”), Britt Lower (“Scissione”, Apple TV+), Milo Ventimiglia (“This is Us”, Disney+) e Madeleine Stowe (“L’ultimo dei Mohicani”).
La storia. Boston, David Burroughs è un quarantenne finito in un buco nero. Accusato ingiustamente di aver ucciso il proprio bambino Matthew, viene condannato all’ergastolo; sua moglie ha preso le distanze da lui e si è rifatta una nuova vita. Nessuno crede alla sua innocenza. A cinque anni dagli avvenimenti, David riceve in carcere la visita della cognata Rachel, ex giornalista di inchiesta del Boston Globe, che gli mostra la foto di un preadolescente che richiama proprio Matthew. Forse un indizio che rivela che il ragazzo potrebbe non essere morto. David fa di tutto per far riaprire l’indagine, arrivando persino a evadere di prigione con l’aiuto di Rachel…
Pros&Cons. Costruita sempre su 8 episodi, la serie “Ovunque tu sia” è un valido racconto che corre sul binario del giallo-crime ad alta tensione, con ripetuti e ben cadenzati colpi di scena. La serie segue la parabola di riscatto di David, padre ingiustamente accusato dell’omicidio del figlio, rimasto solo a gridare la sua innocenza. Un uomo disposto a tutto per ritrovare il suo bambino e scagionarsi dalle infamanti accuse. Ricorda non poco l’ormai classico “Il fuggitivo”, film del 1993 diretto da Andrew Davis con il trascinante duo Harrison Ford e Tommy Lee Jones. “Ovunque tu sia” è una serie che combina azione, tensione e colpi di scena, ben calibrata negli snodi narrativi e nella distribuzione degli avvenimenti. A ben vedere, la linea del racconto non sempre si mantiene solida o del tutto credibile, ma lo svolgimento nell’ambito della proposta di genere funziona di certo. Ottimi gli attori, capaci di dare credibilità a tormenti e dubbi che assalgono i personaggi, da David e Rachel, in costante fuga nel tentativo di ritrovare il piccolo Matthew, alla coppia di detective FBI Max Williams e Sarah Greer (Chi McBride e Logan Browning), a capo della Boston Fugitive Task Force. Nell’insieme “Ovunque tu sia” è una serie che appassiona per l’efficace matrice “whodunit” (“Chi ha compiuto il reato?”) e per il cast di richiamo; una proposta giocata tra tensione ed evasione per un pubblico adulto. Complessa, problematica.