Serie disponibile sulla piattaforma RaiPlay
Interpreti e ruoli
Giorgio Marchesi (Giovanni Buonvino), Serena Iansiti (Veronica Viganò), Francesco Colella (Pierluigi Portanova), Matteo Olivetti (Daniele Cecconi), Daniela Scattolin (Ginevra Robotti), Alberto Gimignani (Musiello), Fabrizio Parenti (Frascoli), Guglielmo Favilla (Cometti)
Soggetto
Roma, nel cuore di Villa Borghese ha sede un commissariato di polizia dalla routine fin troppo tranquilla. Lì viene spedito – per “punizione” – il commissario Giovanni Buonvino, acuto, brillante e dai modi gentili. Buonvino ha commesso un errore e ora deve risponderne andando a dirigere un ufficio “soporifero”, sepolto dalle pratiche. Tenace, Buonvino raccoglie subito la fiducia dei nuovi colleghi. Tutti sono pronti a rimettersi in gioco per dimostrare professionalità e valore…
Valutazione Pastorale
Giallo Rai. È uno dei generi narrativi portanti dell’offerta Rai, che ha fatto la fortuna del comparto fiction dalla fine degli anni ’90, dal rilancio del settore. Il genere giallo-poliziesco è uno dei sentieri più esplorati, capitanati da “Il commissario Montalbano” (1991-2021), ma non solo. Basta citare le serie di ieri, come “Il maresciallo Rocca” (1996-2005) o l’evergreen “Don Matteo” (dal 2000), sino ai più recenti “Lolita Lobosco”, “Kostas” e “Blanca”. Racconti dove accanto al binario principale si innestano linee comedy, sentimentali, family drama o elementi paesaggistici che finiscono per essere comprimari. Ultimo arrivato è il commissario Giovanni Buonvino protagonista della serie “Buonvino. Misteri a Villa Borghese”, in prima serata su Rai Uno e RaiPlay il 7 e il 14 maggio 2026. La regia è di Milena Cocozza (“Kostas”, “I delitti del BarLume”) e la sceneggiatura è firmata da Salvatore De Mola e Michela Straniero, che hanno adattato i primi due romanzi del ciclo di gialli di Walter Weltroni (Marsilio). Protagonista un convincente Giorgio Marchesi con Serena Iansiti, Francesco Colella, Matteo Olivetti e Daniela Scattolin. La produzione è Palomar – Mediawan e Rai Fiction.
La storia. Roma, nel cuore di Villa Borghese ha sede un commissariato di polizia dalla routine fin troppo tranquilla. Lì viene spedito – per “punizione” – il commissario Giovanni Buonvino, acuto, brillante e dai modi gentili. Buonvino ha commesso un errore e ora deve risponderne andando a dirigere un ufficio “soporifero”, sepolto dalle pratiche. Tenace, Buonvino raccoglie subito la fiducia dei nuovi colleghi. Tutti sono pronti a rimettersi in gioco per dimostrare professionalità e valore…
“Buonvino ama Roma, e la ama perché la cultura è la sua forza, il cinema il suo nutrimento, ed è attraverso il cinema che ci racconta questo suo amore”. Così la regista Cocozza, che ha aggiunto: “Il suo arrivo nel Commissariato di Villa Borghese rimette in discussione la natura del commissariato stesso e la vita dei suoi componenti. Lo fa perché questa serie parla soprattutto di seconda possibilità. Parla degli errori e della possibilità di ripararli”. Solo due puntate, ma con un carattere ben definito che lasciano sperare in un fortunato seguito per la serie. Quali i punti di forza? Anzitutto la cornice della Capitale, l’ambientazione nel cuore verde di Roma, Villa Borghese, che entra in campo sin dalle prime sequenze con fascino. Tutto ruota lì: le corse mattutine di Buonvino, l’attività del commissariato, compresi i delitti; da segnalare, poi, le citazioni cinematografiche che puntellano le puntate (nel primo episodio omaggi a Marcello Mastroianni e Anna Magnani). Ancora, funziona la caratterizzazione del commissario: un custode della giustizia, acuto e solido, ma anche ironico, dai modi gentili, che fa squadra con i colleghi instillando fiducia e dialogo. Buonvino ridona speranza di riscatto professionale, e non solo, ai colleghi cristallizzati nelle scartoffie; li porta ad abbandonare le scrivanie per risolvere enigmi o delitti. Un racconto che si muove tra crime e comedy, illuminato dalla bellezza urbano-paesaggistica di Roma. Molto bene la regia della Cocozza e il ruolo da protagonista di Marchesi, un giusto riconoscimento dopo una lunga gavetta. Consigliabile, problematico-brillante.
Utilizzazione
La serie si direzione verso un pubblico adulto.
