Nel tepore del ballo

Valutazione
Consigliabile, poetico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Amore-Sentimenti, Carcere, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Mass-media, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Pupi Avati
Durata
92'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Nel tepore del ballo
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Pupi Avati, Antonio Avati, Marco Molendini e Tommaso Avati
Fotografia
Cesare Bastelli
Musiche
Stefano Arnaldi (edizioni musicali ConcertOne - Curci)
Montaggio
Ivan Zuccon
Produzione
Antonio Avati, Duea Film, Rai Cinema, in associazione con Wish Production, Jessica Oliveti, Baffa Film Club Distribution

Interpreti e ruoli

Massimo Ghini (Gianni Riccio), Isabella Ferrari (Clara), Giuliana De Sio ("La Morta"), Lina Sastri (Zia Nunzia), Sebastiano Somma (Morè), Pino Quartullo (Giuliano), Morena Gentile (Vanna), Manuela Morabito (Regista Tv), Raoul Bova (Mister)

Soggetto

Roma, Gianni è un popolare conduttore Tv. Mentre sta rilasciando un’intervista a “Porta a Porta” viene arrestato per frode. Il suo mondo di luci e successi va in frantumi. Appena uscito di prigione, in attesa di giudizio, insieme al fidato assistente Morè torna nella sua città natale Jesolo dove riprende in mano la vita che resta e i ricordi di un’infanzia senza genitori. La chiamata di una collega gli fa sperare di poter tornare alla ribalta, ma il prezzo è salato…

Valutazione Pastorale

“La vicinanza dell’altro è un bene prezioso ma te ne rendi conto troppo tardi, quando quel bene se ne è già andato e quel tepore non lo avverti più, però lo ricordi e ti rimane dentro”. Così Pupi Avati tratteggia il suo nuovo film “Nel tepore del ballo”, scritto a quattro mani con il figlio Tommaso, una riflessione malinconica su una crisi professionale ed esistenziale. Avati come sempre è un fine tessitore di racconti giocati tra le stanze degli affetti familiari e le radici della memoria, con uno stile di regia tra commedia gentile e mélo venato di poesia. E come sempre si circonda di un cast corale di qualità: Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio e Lina Sastri.
La storia. Roma, Gianni è un popolare conduttore Tv. Mentre sta rilasciando un’intervista a “Porta a Porta” viene arrestato per frode. Il suo mondo di luci e successi va in frantumi. Appena uscito di prigione, in attesa di giudizio, insieme al fidato assistente Morè torna nella sua città natale Jesolo dove riprende in mano la vita che resta e i ricordi di un’infanzia senza genitori. La chiamata di una collega gli fa sperare di poter tornare alla ribalta, ma il prezzo è salato…
Da decano del cinema italiano, Pupi Avati è un autore che si apprezza per il suo continuo desiderio di racconto di storie di fragilità umana e resilienza; storie dove trovano posto sentimenti, legami familiari e memoria del passato. Qui il protagonista, ben cesellato da Ghini, perde tutto, ma ritrova la forza di ripartire riascoltando un vecchio nastro dove risuona dolce, calda, la voce di una madre mai conosciuta. Gianni si aggrappa a quella traccia familiare, decidendo di non lasciarsi andare più a una corruzione professionale e morale. Una caduta sì, ma forse anche una ripartenza. Un film imperfetto, ma illuminato dallo sguardo elegante e malinconico di Avati. Consigliabile, poetico, per dibattiti.

Utilizzazione

Per la programmazione ordinaria. Per la complessità dei temi in campo il film si indirizza a un pubblico adulto e di adolescenti.

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