Un anno di scuola

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Amore-Sentimenti, Dialogo, Dolore, Donna, Educazione, Famiglia, Morte, Scuola, Violenza
Genere
Drammatico, Spionaggio
Regia
Laura Samani
Durata
102'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Francia, Italia
Titolo Originale
Un anno di scuola
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Ispirato al romanzo "Un anno di scuola" di Giani Stuparich, la sceneggiatura è firmata da Laura Samani, Elisa Dondi.
Fotografia
Inès Tabarin (A.F.C.)
Montaggio
Chiara Dainese (A.M.C)
Produzione
Nadia Trevisan, Alberto Fasulo, Thomas Lambert. Casa di produzione: Nefertiti Film, Rai Cinema, Tomsa Films, Arte France Cinéma.

In gara nella sezione Orizzonti all'82a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2025), Premio miglior attore Giacomo Covi

Interpreti e ruoli

Stella Wendick (Fredrika, Fred), Giacomo Covi (Antero), Pietro Giustolisi (Pasini), Samuel Volturno (Mitis), Magnus Krepper (padre di Fred), Silvia Gallerano (prof.ssa Banti), Maurizio Zacchigna (prof. Parmeggiani)

Soggetto

Trieste 2007, in un istituto tecnico Antero, Mitis e Pasini sono tre amici di lungo corso. Stanno per intraprendere il viaggio che li porterà alla maturità. A inizio anno scolastico arriva nella loro classe – di tutti maschi – una ragazza svedese, Fred, che si è trasferita in città per il lavoro del padre. Immediatamente nasce un’amichevole complicità tra lei e i tre ragazzi. Giorno dopo giorno, Fred conquisterà la fiducia del piccolo gruppo, trovando poi l’amore con Antero, il più schivo e profondo. Tra i due nasce un sentimento, che però destabilizza l’equilibrio del gruppo. A farne le spese sarà soprattutto lei…

Valutazione Pastorale

Triestina, classe 1989, Laura Samani ha dato prova di grande abilità e capacità stilistico-narrative con il suo film d’esordio “Piccolo corpo” nel 2021, che l’ha laureata ai David di Donatello come migliore regista esordiente. A distanza di cinque anni ritorna con “Un anno di scuola”, in gara nella sezione Orizzonti all’82ma Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (premio miglior interpretazione maschile per Giacomo Covi). Nelle sale con Lucky Red.
La storia. Trieste 2007, in un istituto tecnico Antero, Mitis e Pasini sono tre amici di lungo corso. Stanno per intraprendere il viaggio che li porterà alla maturità. A inizio anno scolastico arriva nella loro classe – di tutti maschi – una ragazza svedese, Fred, che si è trasferita in città per il lavoro del padre. Immediatamente nasce un’amichevole complicità tra lei e i tre ragazzi. Giorno dopo giorno, Fred conquisterà la fiducia del piccolo gruppo, trovando poi l’amore con Antero, il più schivo e profondo. Tra i due nasce un sentimento, che però destabilizza l’equilibrio del gruppo. A farne le spese sarà soprattutto lei…
“Questo film – indica la regista – racconta le sfide di crescere come giovane donna in un mondo dominato dagli uomini, dove il corpo e i desideri possono facilmente diventare armi rivolte contro di te”. Laura Samani firma un’opera seconda interessante e acuta, rivelando nuovamente un grande talento. Il film, infatti, brilla soprattutto per il suo modo agile, senza orpelli con cui pedina i giovani protagonisti, li segue tra i banchi di scuola e nelle uscite, sperimentando solidarietà, amicizia, amore, ma anche gelosie brucianti, rigurgiti dolorosi dal passato e pregiudizi taglienti.
La regista approfondisce in particolare il personaggio di Fred, una ragazza venuta dal profondo Nord e planata in un contesto ad alta densità maschile. Nella sua classe è l’unica donna, e viene vista quasi come un’aliena. Fred porta tutta la sua innocenza e freschezza, mettendosi in gioco con i coetanei; accetta i loro modi spicci, ruvidi, chiassosi per sentirsi una di loro, pari tra pari. Ma l’amore complica le cose, e gli equilibri saltano.
Il film corre veloce, ora brillante ora malinconico, tallonando i sogni e le angosce di ragazzi pronti ad abbandonare la serenità dell’adolescenza per una vita adulta gravida di responsabilità e doveri. Il tempo del gioco sembra esaurirsi all’orizzonte. La regia della Samani è grintosa, agrodolce, forte di un copione – scritto insieme a Elisa Dondi – valido ma con qualche incertezza; un film che appare volutamente imperfetto, “sporco”, in linea con il garbuglio di sentimenti e riflessioni dell’età adolescenziale. Consigliabile, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

Il film si direziona a un pubblico adulto e ad adolescenti accompagnati, per poter approfondire al meglio la delicatezza dei temi in campo.

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