Interpreti e ruoli
Alberto Palmiero (Alberto), Francesco Di Grazia (Francesco), Gaia Nugnes (Gaia), Elena Fattore (Madre), Carlo Maria Palmiero (Padre)
Soggetto
Alberto è un giovane laureato e specializzato in Cinema che si avvicina ai trent’anni. Si sente senza meta, tradito dalla sua passione. Assalito da incertezze, abbandona Roma e torna a vivere per qualche tempo dai suoi genitori ad Aversa. Lì, frequentando gli amici di sempre, si mette in ascolto di sé, delle sue fragilità ma anche dei suoi desideri, ritrovando piano piano la voglia di domani, il desiderio di tornare a “sporcarsi” con la vita…
Valutazione Pastorale
Che bella sorpresa! Si ama con facilità “Tienimi presente” di Alberto Palmiero, Premio opera prima alla 20a Festa del Cinema di Roma. Un racconto che brilla per semplicità e profondità, cogliendo lo spaesamento di un giovane che fatica a trovare posto nel mondo. Targato Kavac Film e Rai Cinema, è prodotto da Marco Bellocchio e distribuito da Fandango.
La storia. Alberto è un giovane laureato e specializzato in Cinema che si avvicina ai trent’anni. Si sente senza meta, tradito dalla sua passione. Assalito da incertezze, abbandona Roma e torna a vivere per qualche tempo dai suoi genitori ad Aversa. Lì, frequentando gli amici di sempre, si mette in ascolto di sé, delle sue fragilità ma anche dei suoi desideri, ritrovando piano piano la voglia di domani, il desiderio di tornare a “sporcarsi” con la vita…
“Avvicinarsi ai trent’anni – afferma il regista – può far sentire il peso di essere ‘in ritardo’, di non essere dove si pensava di arrivare. (…) ‘Tienimi presente’ è stato scritto nei luoghi della mia infanzia, mentre cercavo di trasformare la frustrazione del ritorno in qualcosa di costruttivo. Un processo di autoanalisi che ha avuto anche una funzione catartica”. Palmiero ha diretto, interpretato e scritto (con Davide de Rosa) un film splendido, arioso. Uno sguardo tragicomico su un momento di stallo, creativo ed esistenziale, di un giovane dai desideri spiaggiati: dopo tanto studio e impegno, l’amarezza di ritrovarsi al crocevia dei trent’anni con una vita che ancora non prende forma. Lo sguardo sul singolo che si fa paradigma generazionale.
“Tienimi presente” è un’opera acuta, sincera, che volteggia su note dolci e dolenti. Ci mostra la fragilità di giovani assaliti dalle pressioni di una società che corre veloce ed è spesso iniqua; un racconto autobiografico che non sosta sul senso di sconfitta, ma elabora e mette in condivisione tale stato come una parabola di riscatto, dove i sogni hanno ancora diritto di cittadinanza. Un’opera prima luminosa, che conquista. Consigliabile, semplice-poetico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.
