Interpreti e ruoli
Rocco Papaleo (Biagio), Vanessa Scalera (Raffaella), Claudia Pandolfi (Samanta), Teresa Saponangelo (Gudrun), Andrea Fuorto (Luciano), Livia Ferri (Fiammetta), Rosanna Sparapano (Anny), Max Mazzotta (Mimmo), Antonio Zavatteri (Generale Franzi), Pietro Ragusa (Vito), Alessandro Gazale (Agente di Polizia postale)
Soggetto
Basilicata oggi. Biagio è un ex militare che si è reinventato guida turistica nel Parco nazionale del Pollino. Viene contattato da una cooperativa che si occupa del cammino di recupero di un gruppo di detenute. La loro insegnante di teatro, Raffaella, vorrebbe organizzare un’escursione nel Parco per andare ad ammirare il Pino Loricato, un albero secolare simbolo di resilienza…
Valutazione Pastorale
Un omaggio al teatro-canzone. È questo il tracciato su cui si muove la quinta, riuscita, regia di Rocco Papaleo, “Il Bene Comune”. L’attore, che si divide tra cinema, Tv e teatro, torna dietro la macchina da presa con una storia che fa base sempre nella sua amata terra, la Basilicata, il racconto di un’umanità in affanno accesa comunque dal sorriso, dal desiderio di rimettersi in partita con la vita. Protagoniste un gruppo di donne condannate a scontare una pena in una cooperativa sociale; donne in stallo in cerca di una seconda occasione. Il copione è firmato dallo stesso Papaleo insieme a Valter Lupo, interpreti Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo e Vanessa Scalera. Il film è targato Picomedia, Less is more, PiperFilm e Netflix.
La storia. Basilicata oggi. Biagio è un ex militare che si è reinventato guida turistica nel Parco nazionale del Pollino. Viene contattato da una cooperativa che si occupa del cammino di recupero di un gruppo di detenute. La loro insegnante di teatro, Raffaella, vorrebbe organizzare un’escursione nel Parco per andare ad ammirare il Pino Loricato, un albero secolare simbolo di resilienza…
Un’opera dal passo musicale, debitrice dell’approccio al teatro-canzone caro a Papaleo. “Il Bene Comune” mette a tema il viaggio, non solo fisico-esplorativo nella natura, tra le bellezze del Pollino, ma anche dell’anima; l’opera infatti affronta il percorso di riscatto, il superamento di irrisolti e cicatrici interiori, non solo delle detenute, ma anche delle loro guide, dalla teatrante “spiantata” Raffaella all’integerrimo Biagio, emblema tutti di un’umanità ferita in cerca di ascolto e nuove possibilità. Papaleo compone un affresco umano gentile e delicato, che corre agile su note ironiche e brillanti, sfiorando però temi e storie marcate da densità. Un’umanità che si rigenera a contatto con la natura ma soprattutto tra pari, mettendo in condivisione sofferenze e speranze. Una commedia lieve e leggera, mai segnata però da superficialità. Un film riuscito per stile e racconto, valorizzato da un ottimo cast. Consigliabile, problematico-poetico, per dibattiti.
Utilizzazione
Programmazione ordinaria e successive occasioni di dibattito.
