Dentro la Tv: Su Netflix la seconda stagione di “Storia della mia famiglia”

lunedì 15 Giugno 2026
Un articolo di: Sergio Perugini

“Parenti serpenti”. Amara, amarissima, commedia diretta Mario Monicelli nel 1992, su copione dello stesso autore insieme a Carmine Amoroso e Suso Cecchi d’Amico. Un film che ironizza in maniera pungente sui legami familiari, raccontati più che per le sfumature di sentimento per vizi e miserie. Un’opera ambientata durante le vacanze di Natale che diventa in verità la cornice di un “Canto di Natale” alla Dickens ma distorta: non un inno alla coesione e alla famiglia, bensì un momento di resa dei conti in cerca di interessi personali. Sulle prime potrebbe sembrare che percorra lo stesso sentiero la serie “Storia della mia famiglia” (dal 2025), diretta da Claudio Cupellini e firmata da Filippo Gravino, una produzione Palomar per Netflix, in piattaforma con la seconda stagione (6 episodi) dal 10 giugno 2026. In verità il racconto passa da una dimensione divisiva a un orizzonte di ritrovato dialogo e solidarietà. Tornano Eduardo Scarpetta, Vanessa Scalera e Massimiliano Caiazzo, insieme a Cristiana Dell’Anna, Antonio Gargiulo, Aurora Giovinazzo, i piccoli Jua Leo Migliore e Tommaso Guidi. Travolgente new entry il sempre ottimo Sergio Castellitto.

Storia della mia famiglia. (L to R) Jua Leo Migliore as Libero, Antonio Gargiulo as Demetrio, Sergio Castellitto as Gaetano, Tommaso Guidi as Ercole in episode 204 of Storia della mia famiglia. Cr. Chiara Calabro/Netflix © 2026

La storia. Roma, oggi. Sono passati diversi mesi dalla morte di Fausto e la sua richiesta a familiari e amici stretti di vegliare sui due figli preadolescenti, Libero ed Ercole, sembra vacillare. La madre di Fausto, Lucia, fatica a tenerli uniti e a complicare la situazione è l’arrivo dell’ex marito Gaetano, che non sa della morte del figlio. Inoltre, il piccolo Libero ha preferito andare a vivere in una casa-famiglia. Lo zio Valerio poi fa il possibile, ma ha ancora molti irrisolti personali; ad aiutarlo la ballerina Valeria…

Pros&Cons. Nell’inverno 2025 il debutto di “Storia della mia famiglia” è stato subito convincente. La serie ha dimostrato freschezza e attualità dal punto di vista narrativo, ma soprattutto una grande energia dall’ensemble del cast, in testa la Scalera. Una fotografia familiare sbeccata, imperfetta, che diventava appassionante per l’umanità fragile e scombinata chiamata a destreggiarsi tra piccole e grandi tempeste. La morte del giovane capofamiglia Fausto nella prima stagione è stata una granata destabilizzante, che ha lasciato tutti feriti e sconvolti. Nella seconda stagione i componenti della famiglia provano a rimettersi in piedi e andare avanti, pensando a salvaguardare in primis la serenità dei piccoli Libero ed Ercole, ma anche a rinsaldare la propria. Elemento tempestoso ma anche curativo è l’arrivo del nonno Gaetano, che Castellitto cesella con grande mestiere, che obbliga tutti – in particolare l’ex moglie Lucia e il figlio Valerio – a guardarsi dentro e a superare le cicatrici accumulate nel tempo. Li spinge a ritrovarsi e rinnovarsi. La serie è ben diretta da Cupellini e ottimamente interpretata; a ben vedere, la qualità interpretativa oltre che trascinare il racconto finisce spesso per dominarlo lasciando scivolare in secondo piano storia e dialoghi. Una serie che funziona con tonalità dolceamare, tra dramma e commedia. Splendida, nell’ultimo episodio, la citazione-omaggio al film “Il lato positivo” (2012). Consigliabile, problematico-brillante, per dibattiti.

Storia della mia famiglia

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