Liberamente tratto dal libro "Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele
Interpreti e ruoli
Massimiliano Caiazzo (Pino Daniele), Mariasole Pollio (Dorina Giangrande), Giovanni Ludeno (Gennaro Daniele), Giuseppe Brunetti (Rosario Jermano), Leonardo Bianconi (Willy David), Monica Nappo (Zia Lia), Antonia Truppo . (Zia Bianca), Giampiero De Concilio (Claudio Poggi), Massimiliano Rossi (Don Vincè), Demi Licata (Rita), Mirko Della Vecchia (Carmine Daniele), Riccardo Betteghella (Rino Zurzolo), Andrè Garofalo (James Senese), Yuri Pascale Langer (Tullio De Piscopo), Ettore Mirabilia (Joe Mirabilia)
Soggetto
Napoli 1981, poco prima del concerto gratuito a Piazza del Plebiscito, Pino Daniele si abbandona ai ricordi: l’infanzia nei vicoli di Napoli inseguendo il padre Gennaro, agli anni in casa delle zie Bianca e Lia, fino alla formazione della prima band e alla composizione musicale capace di fondere lingua napoletana e blues. Poi, l’incontro con la corista Dorina e l’incisione dei primi album “Terra mia” (1977) e “Nero a metà” (1980).
Valutazione Pastorale
“Un uomo che si divide tra due mondi: da una parte il giovane Pinotto, dall’altra il musicista Pino Daniele. Ed è anche una storia di Napoli, una madre che ti abbraccia e ti soffoca allo stesso tempo. (…) E quella lotta tra restare e andare via che Pino ha sentito tutta la vita”. Così Nicola Prosatore dando la linea del suo film-omaggio a Pino Daniele, “Je so’ pazzo”, scritto con Edoardo Puma e Carlo Salsa, dal libro “Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce” di Alessandro Daniele. Un biopic parziale, che racconta infanzia, giovinezza e gavetta di Pino Daniele fino ai primi album di successo, al grande concerto del 1981 a Piazza del Plebiscito, davanti a 200 mila persone. A interpretarlo con convinzione e sorprendente mimesi è Massimiliano Caiazzo, nel cast anche Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno, Monica Nappo e Antonia Truppo. È nelle sale dal 15 ottobre con 01 Distribution.
La storia. Napoli 1981, poco prima del concerto gratuito a Piazza del Plebiscito, Pino Daniele si abbandona ai ricordi: l’infanzia nei vicoli di Napoli inseguendo il padre Gennaro, agli anni in casa delle zie Bianca e Lia, fino alla formazione della prima band e alla composizione musicale capace di fondere lingua napoletana e blues. Poi, l’incontro con la corista Dorina e l’incisione dei primi album “Terra mia” (1977) e “Nero a metà” (1980).
Con “Je so’ pazzo” il regista Prosatore (Napoli, 1981) si confronta con due simboli del suo retroterra: il mito musicale di Pino Daniele e la città di Napoli, con la sua bellezza struggente e le sue molte complicazioni. Un racconto dove lo spirito della città e quello di un grande artista si sovrappongono, si fondono. In particolare, l’autore mostra le origini umili di Pino Daniele, il rapporto irrisolto con la figura paterna e il desiderio di riscatto che arriva dalla musica. Un riscatto però lontano dalle rotte convenzionali: il cantautore voleva essere se stesso, fare una musica di tradizione e al contempo di rottura, che sapesse parlare a tutti, ma soprattutto fedele alla sua dimensione creativa interiore.
Il film viaggia spedito lungo il flusso di ricordi, tra pagine biografiche e momenti creativi, come la genesi di pezzi iconici, in testa “Napule è”. Un’opera che insegue uno stile originale, soprattutto nei movimenti di macchina, e nel ritmo narrativo. Un racconto curato ma non patinato, lineare e valido, senza troppi sussulti, che brilla soprattutto per la prova di Caiazzo e i brani di Pino Daniele. Consigliabile, realistico, per dibattiti.
Utilizzazione
Nella programmazione ordinaria.
