Interpreti e ruoli
Jenna Ortega . (Klara), Amy Adams (Chrissie, madre di Josie), Mia Tharia (Josie), Aran Murphy (Rick), Steve Buscemi (Capalbi), Natasha Lyonne (Responsabile negozio)
Soggetto
In un futuro non troppo lontano, dove i droidi sono diffusi nella società e si comprano tranquillamente nei negozi, Klara è un’intelligenza artificiale a energia solare dall’aspetto antropomorfo che è in cerca di una famiglia, di un acquirente. L’occasione arriva con la giovane Josie e sua madre Chrissy. Klara è sopraffatta dalla contentezza, desidera finalmente sentirsi utile. Nella nuova casa scopre ben presto fragilità e sofferenze di Josie e Chrissy, in primis il lutto che condividono.
Valutazione Pastorale
“Volevo che il pubblico vedesse il mondo attraverso gli occhi di Klara e lo vivesse come lo vive lei. Mi interessava la sua prospettiva da outsider, perché i personaggi che guardano il mondo dall’esterno ci permettono di vedere ciò che normalmente diamo per scontato e di ricordarci la bellezza che ci circonda”. Così il regista-sceneggiatore neozelandese Taika Waititi (suo è “Jojo Rabbit”, 2019, Oscar miglior sceneggiatura non originale) nel presentare il suo nuovo film “Klara e il sole”. È l’adattamento del noto romanzo per ragazzi dello scrittore britannico-giapponese Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la letteratura nel 2017. Direzionato a un pubblico giovane e adulto, è una storia metaforica sulle rotte del fantastico e futuristico, che esplora la crescita, il dialogo genitori-figli, l’amicizia, la paura del domani e il trauma della morte. Protagoniste le valide Jenna Ortega e Amy Adams, nel cast anche Mia Tharia, Aran Murphy e Steve Buscemi. Targato Sony Pictures, in sala dal 22 ottobre.
La storia. In un futuro non troppo lontano, dove i droidi sono diffusi nella società e si comprano tranquillamente nei negozi, Klara è un’intelligenza artificiale a energia solare dall’aspetto antropomorfo che è in cerca di una famiglia, di un acquirente. L’occasione arriva con la giovane Josie e sua madre Chrissy. Klara è sopraffatta dalla contentezza, desidera finalmente sentirsi utile. Nella nuova casa scopre ben presto fragilità e sofferenze di Josie e Chrissy, in primis il lutto che condividono.
Sul tracciato di “Pinocchio” di Collodi e del film “A.I. Intelligenza artificiale” (2001) di Steven Spielberg, “Klara e il sole” è un’opera metaforica che esplora il domani ma in verità scandaglia il nostro presente, le sue fratture. Anzitutto il rapporto genitori-figli, tra mancanza di ascolto e dialogo disperso. Josie e Chrissy sono rimaste sole, con le ferite di un lutto bruciante. La casa è un territorio abitato dall’agiatezza ma anche dal silenzio, da diffusa sofferenza. L’umanoide Klara porta “scompiglio” e calore, nuova vita nonostante sia un’“Amica Artificiale”. Grazie al suo straordinario spirito di solidarietà e sacrificio, Klara scioglie i ghiacci dell’anima delle due donne. Nel film si inserisce anche il tema dell’isolamento sociale, che spinge le persone a cercare affettività e ascolto a soluzioni poco ortodosse. Se in “Rental Family” (2026) si faceva riferimento al “noleggio” dei componenti familiari, in “Klara e il sole” non si va molto distante: droidi capaci di rimpiazzare legami autentici. Un po’ come l’ottimo “Lei” (2013) di Spike Jonze.
Waititi compone un affresco sociale-familiare acuto e interessante, dalla veste grafica patinata e seducente. Il film ha una valida cura formale e un’indubbia densità tematico-narrativa, dai riverberi educational; l’andamento è scorrevole, qua e là si registrano però lungaggini che ne diluiscono compattezza. Consigliabile, problematico-poetico, per dibattiti.
Utilizzazione
Nell programmazione ordinaria.
