Klara e il sole

Valutazione
Consigliabile, poetico, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Amore-Sentimenti, Educazione, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Malattia, Morte, Nuove tecnologie, Solidarietà
Genere
Commedia - Dramma, Fantastico
Regia
Taika Waititi
Durata
116'
Anno di uscita
2026
Nazionalità
Regno Unito, Usa
Titolo Originale
Klara and The Sun
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Taika Waititi e Dahvi Waller, dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro
Fotografia
Mike Berlucchi
Musiche
Michael Gioacchino
Montaggio
Tom Eagles, Adam Gough
Produzione
3000 Pictures, Heyday Films, Columbia Pictures, Spyglass Media Group, Piki Films, Defender Films

Interpreti e ruoli

Jenna Ortega . (Klara), Amy Adams (Chrissie, madre di Josie), Mia Tharia (Josie), Aran Murphy (Rick), Steve Buscemi (Capalbi), Natasha Lyonne (Responsabile negozio)

Soggetto

In un futuro non troppo lontano, dove i droidi sono diffusi nella società e si comprano tranquillamente nei negozi, Klara è un’intelligenza artificiale a energia solare dall’aspetto antropomorfo che è in cerca di una famiglia, di un acquirente. L’occasione arriva con la giovane Josie e sua madre Chrissy. Klara è sopraffatta dalla contentezza, desidera finalmente sentirsi utile. Nella nuova casa scopre ben presto fragilità e sofferenze di Josie e Chrissy, in primis il lutto che condividono.

Valutazione Pastorale

“Volevo che il pubblico vedesse il mondo attraverso gli occhi di Klara e lo vivesse come lo vive lei. Mi interessava la sua prospettiva da outsider, perché i personaggi che guardano il mondo dall’esterno ci permettono di vedere ciò che normalmente diamo per scontato e di ricordarci la bellezza che ci circonda”. Così il regista-sceneggiatore neozelandese Taika Waititi (suo è “Jojo Rabbit”, 2019, Oscar miglior sceneggiatura non originale) nel presentare il suo nuovo film “Klara e il sole”. È l’adattamento del noto romanzo per ragazzi dello scrittore britannico-giapponese Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la letteratura nel 2017. Direzionato a un pubblico giovane e adulto, è una storia metaforica sulle rotte del fantastico e futuristico, che esplora la crescita, il dialogo genitori-figli, l’amicizia, la paura del domani e il trauma della morte. Protagoniste le valide Jenna Ortega e Amy Adams, nel cast anche Mia Tharia, Aran Murphy e Steve Buscemi. Targato Sony Pictures, in sala dal 22 ottobre.
La storia. In un futuro non troppo lontano, dove i droidi sono diffusi nella società e si comprano tranquillamente nei negozi, Klara è un’intelligenza artificiale a energia solare dall’aspetto antropomorfo che è in cerca di una famiglia, di un acquirente. L’occasione arriva con la giovane Josie e sua madre Chrissy. Klara è sopraffatta dalla contentezza, desidera finalmente sentirsi utile. Nella nuova casa scopre ben presto fragilità e sofferenze di Josie e Chrissy, in primis il lutto che condividono.
Sul tracciato di “Pinocchio” di Collodi e del film “A.I. Intelligenza artificiale” (2001) di Steven Spielberg, “Klara e il sole” è un’opera metaforica che esplora il domani ma in verità scandaglia il nostro presente, le sue fratture. Anzitutto il rapporto genitori-figli, tra mancanza di ascolto e dialogo disperso. Josie e Chrissy sono rimaste sole, con le ferite di un lutto bruciante. La casa è un territorio abitato dall’agiatezza ma anche dal silenzio, da diffusa sofferenza. L’umanoide Klara porta “scompiglio” e calore, nuova vita nonostante sia un’“Amica Artificiale”. Grazie al suo straordinario spirito di solidarietà e sacrificio, Klara scioglie i ghiacci dell’anima delle due donne. Nel film si inserisce anche il tema dell’isolamento sociale, che spinge le persone a cercare affettività e ascolto a soluzioni poco ortodosse. Se in “Rental Family” (2026) si faceva riferimento al “noleggio” dei componenti familiari, in “Klara e il sole” non si va molto distante: droidi capaci di rimpiazzare legami autentici. Un po’ come l’ottimo “Lei” (2013) di Spike Jonze.
Waititi compone un affresco sociale-familiare acuto e interessante, dalla veste grafica patinata e seducente. Il film ha una valida cura formale e un’indubbia densità tematico-narrativa, dai riverberi educational; l’andamento è scorrevole, qua e là si registrano però lungaggini che ne diluiscono compattezza. Consigliabile, problematico-poetico, per dibattiti.

Utilizzazione

Nell programmazione ordinaria.

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