Presentata alla 20a Festa del Cinema di Roma (2025) - Alice nella Città
Interpreti e ruoli
Luisa Ranieri (Eugenia Liguori), Alessandro Tedeschi (Vittorio Leoni), Francesco Zegna (Nicola Russo), Ludovica Nasti (Lucia Ruotolo), Pasquale Brunetti (Michele Coppola), Luigi D'Oriano (Andrea Carli), Alessandro De Martinc (Tano D'Amore), Aurora Venosa (Jessica D'Amore), Francesca Bellamoli (Margherita), Brunella Cacciuni (Marita Voiello), Salvatore Cominale (Mario Rescigno), Alessandro De Renzi (Gino Satriano), Tony Laudadio (Sandro Corsi), Ivan Castiglione (Franco Carli), Daniela Iola (Giuliana A' Vesuviana), Simone Borrelli (Mauro Ruotolo), Enzo Casertano (Gianni), Claudia Tranchese (Carla Cozzolino), Loris De Luna (Fabrizio La Penna), Andrea Mautone (Carmine), Autilia Ranieri (Vera), Luciana Zazzera (Brunella)
Soggetto
Napoli, Eugenia Liguori, quarantasettenne sposata e con due figli quasi adulti, è al primo incarico come preside. Nell’assegnazione degli istituti nessuno dei colleghi vuole il professionale Anna Maria Ortese di Caivano, ma lei decide di accettare la sfida. È convinta delle sue capacità e della sua determinazione, ma soprattutto il suo obiettivo è aiutare i ragazzi, riportare tutti in classe e dare loro una giusta formazione. L’Ortese è un istituto scolastico particolarmente disagiato: mancano banchi, sedie, una parte è stata trasformata in lavanderia dal custode e il cortile è una pizza di spaccio controllata dalla malavita. C’è una diffusa diffidenza: i ragazzi disertano le lezioni, i genitori hanno perso le speranze nel polo educativo e soprattutto la malavita preferisce disincentivare il libero pensiero. Eugenia però non cede a difficoltà e intimidazioni, va avanti nella sua battaglia culturale e di legalità…
Valutazione Pastorale
“La scuola, il cuore pulsante della vicenda, è il segno tangibile e visibile che le cose si possono cambiare: un pezzo alla volta la vediamo trasformarsi da discarica a moderno istituto superiore, e così anche i suoi studenti, contagiati dalla voglia di migliorarsi”. Così il regista Luca Miniero nel presentare la miniserie “La Preside”, 8 episodi in 4 prime serate per Rai Uno e RaiPlay da gennaio del 2026, dopo l’anteprima alla 20ª Festa del Cinema di Roma - Alice nella Città (2025). Interpretata con grintosa energia dalla sempre ottima Luisa Ranieri, la miniserie racconta la storia vera di una preside del napoletano, Eugenia Carfora, dirigente scolastica nel comune di Caivano, dove ha rimesso in piedi una struttura scolastica diroccata e abbandonata dai ragazzi, accendendo un sogno di scolarizzazione e cambiamento. Un desiderio di riscatto e futuro. La miniserie è prodotta da Luca Zingaretti con Zocotoco e Angelo Barbagallo con Bibi Film Tv, con Rai Fiction e Netflix.
La storia. Napoli, Eugenia Liguori, quarantasettenne sposata e con due figli quasi adulti, è al primo incarico come preside. Nell’assegnazione degli istituti nessuno dei colleghi vuole il professionale Anna Maria Ortese di Caivano, ma lei decide di accettare la sfida. È convinta delle sue capacità e della sua determinazione, ma soprattutto il suo obiettivo è aiutare i ragazzi, riportare tutti in classe e dare loro una giusta formazione. L’Ortese è un istituto scolastico particolarmente disagiato: mancano banchi, sedie, una parte è stata trasformata in lavanderia dal custode e il cortile è una pizza di spaccio controllata dalla malavita. C’è una diffusa diffidenza: i ragazzi disertano le lezioni, i genitori hanno perso le speranze nel polo educativo e soprattutto la malavita preferisce disincentivare il libero pensiero. Eugenia però non cede a difficoltà e intimidazioni, va avanti nella sua battaglia culturale e di legalità…
“Una donna incredibile – ha sottolineato Luisa Ranieri – Mi ha fatto venire voglia di portarla sullo schermo, perché credo che la scuola sia un tema centrale. Sul set avevo paura, perché volevo darle merito e non deludere le sue aspettative. Ogni giorno mi ripetevo di abitare il personaggio con umiltà e di portare avanti il suo pensiero. Avvertivo una grande responsabilità, più di ogni altro ruolo interpretato in carriera”.
Dalla serie emerge con chiarezza la forza di un racconto di grande trasporto e impegno civile. Attraverso l’impegno didattico-eroico di Eugenia, viene affrontata una storia di disagio sociale ma non di rassegnazione. Al contrario, è una storia corroborante, che rimarca la possibilità di un cambiamento sempre possibile, che parte proprio dallo scommettere sulle giovani generazioni, tra scuola, cultura e idee di futuro. Una miniserie molto simile – in comune hanno lo stesso regista, Luca Miniero – con l’altrettanto valida “Noi del rione Sanità”, sempre Rai, sull’impegno di don Antonio Loffredo nel quartiere napoletano, che ha salvato giovani e adulti dalle maglie della malavita attraverso il teatro.
“La preside” poggia su un personaggio chiave, quello di una dirigente scolastica che si ribella alla stasi e alla rassegnazione, costruita sul tracciato di una storia vera, esemplare. Una figura eroica che si gioca nel quotidiano, tratteggiata in maniera profondamente umana, fallibile, ma sospinta da un ideale alto e solido, che la guida attraverso difficoltà sociali e familiari. Un ruolo da incastonare in una carriera già eccellente, quella della Raniera, che si è distinta per ritratti grintosi e incisivi: dalla visionaria imprenditrice Luisa Spagnoli al vicequestore Lolita Lobosco. Una serie di stringente attualità, che rimarca il valore dell’educazione e della cultura per riattivare territori e comunità ferite, ma non vinte. Consigliabile, problematica, per dibattiti.
Utilizzazione
La serie si rivolge a un pubblico adulto e di adolescenti.
