Venezia83, quarto giorno. Dopo 37 anni Nanni Moretti torna alla Mostra e presenta in Concorso “Succederà questa notte”, un film che esplora i territori dell’amore e i legami familiari componendo un quadro sognante e lieve. Un viaggio alla ricerca della felicità intessuto da tenerezza e eleganza. Ottimi Louis Garrel e Jasmine Trinca. E sempre nella sezione ufficiale Venezia83 lo statunitense “Primetime” di Lance Oppenheim, ritratto del giornalista Chris Hansen, fuori dai canoni del biopic classico. Uno sguardo ruvido e livido sulla Tv americana. Convince Robert Pattinson in un ruolo spigoloso.
“Succederà questa notte” – Venezia83
“È nata la voglia di raccontare una storia d’amore, ma una storia d’amore in cui una donna e un uomo si incontrano sempre nel momento sbagliato. (…) Un film sui sentimenti e sul bisogno di nominarli: lasciare che si manifestino, ammettere senza riserve di volersi bene, dirsi senza pudore che ci si ama”. Così Nanni Moretti nel presentare il suo “Succederà questa notte”; un ritorno atteso alla Mostra, dove mancava dal 1989, da “Palombella rossa”. Il suo nuovo film prende spunto dalle pagine dello scrittore israeliano Eshkol Nevo – da cui aveva già tratto “Tre piani” nel 2021 –, un copione firmato dallo stesso Moretti con Federica Pontremoli e Valia Santella. Protagonisti Jasmine Trica, scoperta dal regista venticinque anni fa per “La stanza del figlio” (2001), e Louis Garrel, alla prima collaborazione. Nel cast anche Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro ed Elena Lietti. Prodotto da Fandango, Sacher e Rai Cinema, in sala dal 3 dicembre.
La storia. Roma, Matteo e Greta si incontrano nel momento sbagliato. Lui è un padre single e lei si è appena sposata, madre di una bambina piccola, per la quale ha messo da parte la professione di attrice. Entrambi hanno vite articolate, fate di legami familiari cui tengono e si dedicano. Il loro incontro casuale, sul campo da tennis, però li “tormenta”: è soprattutto Matteo a non togliersi dalla testa lo sguardo di quella giovane donna…

Nanni Moretti sta vivendo probabilmente una fase della vita professionale e personale segnata da senso di libertà, aperto alla leggerezza e al desiderio di felicità. E di questo risente di certo “Succederà questa notte”. Un Moretti “atipico”, arioso, dalla diffusa tenerezza e dall’ironia dolce. Non c’è posto per la politica. Non c’è posto per note gravi o dolenti. Qui, anche nei tornanti della storia in cui si fanno largo episodi drammatici, il registro mantiene comunque tonalità fiduciose. Pagine di vita, legami affettivi – genitori-figli piccoli, figli adulti e genitori anziani, fratelli, coniugi o amanti – mai ritratti in maniera sofferta o impantanati in situazioni asfittiche.Il regista si è messo gioco con convinzione e credibilità nel racconto del sentimento, della sua gamma di sfumature, attraverso la storia di due innamorati che si rincorrono per quasi vent’anni. Una narrazione luminosa, puntellata da atmosfere e soluzioni stilistiche che rimandano anche al cinema francese, dove la musica ricopre un ruolo importante, da collante emotivo e cronaca famigliare: dal poetico, nonché commovente, concerto di Bruce Springsteen vissuto da Matteo e da suo padre (Girardot), a una scena in stile “La La Land” nel cuore di Roma sulle note dei Rolling Stones. “Succederà questa notte” è un film splendido soprattutto per lo stile di racconto, che fotografa Moretti in piena libertà e assenza di paure nell’osare, risolto nella maturità artistica. Un film di cui si può anche non condividere la linea del racconto, le svolte narrative legate alle scelte dei personaggi, ma resta un’opera abitata da tenerezza e speranza. Consigliabile, problematico, per dibattiti.
“Primetime” – Venezia83
Il documentarista Lance Oppenheim è al suo esordio nel lungometraggio di finzione con “Primetime”, in Concorso a Venezia83. Ha scelto di portare sullo schermo la figura di un giornalista-conduttore di successo, Chris Hansen, e del suo programma Tv “To Catch a Predator” (2004-07) nel ventennale della sua messa in onda. Un racconto che porta nel dietro le quinte di show a “stelle e strisce”, registrando ambizioni e spregiudicatezze. A interpretare Hansen è Robert Pattinson. Nelle sale dal 15 ottobre con I Wonder.
La storia. Stati Uniti 2006, “To Catch a Predator” è un reality di inchiesta sulla cresta dell’onda. Il suo conduttore-ideatore, Chris Hansen, dà la caccia ad adulti senza scrupoli che attraverso chat Internet adescano minori. Lui, con la sua troupe, orchestra delle trappole e li smaschera davanti alle telecamere. Un programma di “servizio pubblico”? Hansen ne è convinto, anche se in verità a lui importa solo fare ascolti solidi e arrivare live a livello nazionale. In primetime…

“Chris Hansen ha inaugurato uno spettacolo della punizione: il momento in cui l’indignazione morale si è trasformata in un appuntamento televisivo irrinunciabile”. Scritto da Ajon Singh, “Primetime” è un film che ricostruisce ascesa e caduta di un reality di inchiesta incentrato su un tema difficile e doloroso, spettacolarizzandolo. Tratteggia un conduttore che, celandosi dietro gli ideali della professione giornalistica, mercifica su crimini e innocenza. Non ha limiti né ritegno, quello che conta è trovare un caso che faccia ascolti, che lo porti al top dell’universo televisivo nazionale. Oppenheim firma un’opera acuta e interessante in pieno stile A24, che diventa quasi un canone dal punto di vista visivo (rischiando di essere anche un po’ stancante). Un film che di certo fa tesoro del background documentaristico del regista, ma che non convince del tutto per compattezza del racconto. Pattinson sagoma bene il protagonista, tra chiaroscuri e volteggi di delirante autocompiacimento. Un film valido, ma sfidante. Complesso, problematico, per dibattiti.